Quando penso a situazioni che in modo repentino passano da uno stato all’opposto anche più volte nell’arco di un tempo più o meno definito per poi assestarsi in una sostanziale posizione di equilibrio, immagino un pendolo che lentamente perde forza nello spostarsi da un lato all’altro. Questi mesi di pandemia sono per molti aspetti un pendolo che ancora sta dondolando.

All’inizio era una “balla” poi si è trasformata in “tragedia”, in Inghilterra, ma non solo, si è passati dall’immunità di gregge (che prevede poche speranze per i più deboli) ad una virata decisa quando il Primo Ministro ha contratto il virus. I medici e gli infermieri degli Ospedali da eroi, a persone da insultare, se non peggio. Le mascherine da oggetto indispensabile e quasi del desiderio a rottura di palle da gettare in strada. I virologi politici e i politici virologi.

Le video conference erano per pochi adesso le fanno tutti anche nella stessa casa da una stanza all’altra. Lo smart working per qualcuno è leggere una email, per altri progettare codice per sviluppare soluzioni tecnologiche a distanza, per altri ancora seguire lezioni sul computer, per molti una parola inglese. Molti sono diventati più poveri, pochi sono diventati più ricchi.

Prima i bilanci dello Stato non consentivano più di tanto adesso i miliardi di euro crescono come i funghi in Valle Sacra. I Tg un giorno dicono che siamo sulla strada dell’uscita dalla pandemia, il giorno dopo che il peggio deve ancora arrivare.

Direi che questo piccolo, invisibile elemento (il virus) è riuscito a sconvolgere il Mondo evidenziandone le fragilità, e questa è la vera cosa su cui occorrerebbe riflettere. Spero che quando il pendolo si fermerà saremo un Paese un tantino più digitalizzato, avremo un pò più di rispetto per il personale ospedaliero, per la natura, per le persone più deboli (quelle vere), crederemo veramente nei giovani e non solo a parole e ognuno di noi farà tesoro di quello che è stato.

I hope. (blog di Beppe Pezzetto)

Galleria fotografica

Articoli correlati