di Tiziana AdageCanavesealcentro

Tiziana, una Canavesana che vive e lavora in Austria, opera nel settore della ricerca scientifica, autrice di diverse pubblicazioni in materia e di alcuni brevetti, dopo la Laurea Magistrale in Biologia e il dottorato di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, ha intrapreso il percorso di ricercatrice in diverse realtà innovative ed internazionali. Oggi è Direttore Scientifico di una importante realtà.

Da canavesana che vive all’estero da parecchi anni, ha destato interesse l’iniziativa “Canavese al Centro” di cui ho letto, e anche per sentirmi più vicina ad una terra che amo e che mi manca ho deciso di aderire e dare il mio contributo, sia per consolidare il mio rapporto con il territorio, sia per offrire punti di vista da prospettive diverse.
Inizio con un articolo attinente al mio lavoro, sono una biologa e farmacologa che lavora da sempre allo sviluppo di nuovi farmaci, cercando di fornire elementi oggettivi e mie considerazioni che si basano su quello che è il mio osservatorio di ricercatrice.

Quando la corsa al vaccino contro il SARS-CoV-2 è iniziata per me è stato subito chiaro che nella lotta contro il tempo avrebbero vinto i vaccini a mRNA. La tecnologia era più che matura, i dati sul genoma del virus venivano generati e condivisi in tempo reale, e una conoscenza dettagliata di quella classe particolare di coronavirus si era acquisita nelle recenti epidemie mondiali di SARS-Cov-1 e MERS nel 2003-4 e 2012, rispettivamente. Avevo persino, scherzando, scommesso sul vaccino di Moderna. Peccato non aver fatto seguire le parole con azioni, in questo caso comprandone.

Ho seguito con il fiato sospeso gli annunci delle agenzie, e mi sono meravigliata della collaborazione mondiale, degli investimenti economici fatti, e dal fatto che tutte le riviste scientifiche, senza distinzione offrissero la pubblicazione immediata e senza costi di qualunque studio che trattasse di SARS-CoV-2 o della malattia da esso causata, il COVID-19.

Il numero delle pubblicazioni scientifiche quotidiane cresceva in modo esponenziale, in modo simile alla curva di contagio del virus, portando conoscenza e nuove domande, come é normale prassi nel mondo scientifico. I dati venivano scambiati, discussi, alcuni studi ritirati post pubblicazione, perché ritenuti dagli specialisti condotti in modo non appropriato, senza i controlli adeguati, o semplicemente incompleti (processo di peer-review), compensando per la necessità di essere veloci senza perdere qualità.

Le agenzie regolatorie responsabili di controllare il dossier con tutti I dati di produzione, qualità, sicurezza non-clinica e clinica dei prodotti farmaceutici o biotecnologi si sono rese disponibili di analizzare e dare un riscontro alle aziende produttrici dei nuovi vaccini in tempo reale, attivando quella che in inglese si chiama rolling review. In questo modo non si sarebbe perso nemmeno un giorno più del necessario.

E tutto questo sforzo ha dato l‘esito aspettato. Nel dicembre 2020 l’agenzia regolatoria americana FDA ha dato l’autorizzazione d’uso in emergenza (EAU) al primo vaccino, quello di Pfizer-BioNtech, che dall’agosto del 2021 ha ottenuto l’approvazione definitiva. L’autorizzazione americana e ‘stata seguita a ruota da quella dell’agenzia Europea (EMA) e poi a cascata dai singoli stati membri. I siti di produzione approvati a livello mondiale continuano ad aumentare per garantire che le dosi necessarie a tutti vengano prodotte in tempi accettabili.

Ad oggi quattro vaccini per il COVID-19 sono autorizzati in Europa (Comirnaty della BioNTech e Pfizer; Spikevax di Moderna; Vaxzevria di AstraZeneca e quello di Janssen), un altro ha fatto domanda di entrata in mercato (il Nuvaxovid di Novavax) e altri quattro sono in rolling review.

Allora perché, nonostante quello che dal mio punto di vista non può che essere annoverato come un successo senza precedenti della scienza e della collaborazione internazionale c’è diffidenza, timore, rifiuto? Mancanza di fiducia in chi ha lavorato giorno e notte per offrire una soluzione?

Credo che se la scienza ha avuto successo nel mantenere le proprie promesse, chi l’ha tradita siano gli uomini e le donne che la scienza la praticano senza saperla spiegare. Ho assistito con orrore a informazioni scientifiche date in pasto al pubblico in modo incompleto, superficiale quando non addirittura errato, nel tentativo di semplificare concetti ritenuti troppo complessi. Ho ancora un paio di capelli bianchi di più dopo aver visto su volantini informativi ufficiali la spiegazione…’ l’mRNA, un pezzo di DNA…’.

Chiudo quindi questo mio sproloquio chiedendovi di avere fiducia nella scienza, nel suo processo di continua revisione, e nelle decisioni delle autorità regolatorie. Se avete dubbi chiedete spiegazioni, imparate, cercate tra le tante voci chi le spiegazioni sa darvele in modo semplice e chiaro, ma corretto. Il Canavese ha la fortuna di avere un sito di eccellenza internazionale per innovazione, il Parco Scientifico Tecnologico Bioindustry Park, che attrae talenti nazionali e internazionali. Mi auguro che i giovani canavesani accolgano la sfida e si appassionino alle scienze, magari scegliendo di iniziare un corso di studi scientifici al Liceo Aldo Moro di Rivarolo Canavese, dove anche io ho iniziato il mio cammino. (www.canavesealcentro.it)

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