Con gli ultimi incontri territoriali, l'area del distretto della Città Metropolitana individuato come "Canavese Occidentale" può definirsi definitivo. Questo nuovo "perimetro" ci offre l'opportunità di tornare a ripensare il nostro territorio, come un'area vasta, abitata da oltre 80.000 persone e tra le più estese con i suoi 970 kmq, fatto di specificità, e al contempo identificabile come area "omogenea", su cui elaborare ipotesi di sviluppo di medio e soprattutto di lungo periodo.
 
Si tratta di posizionare il nostro territorio sia all'interno della Città Metropolitana sia verso l'esterno. Dobbiamo individuare un "brand" del nostro territorio concreto e spendibile (immagino la suggestione del verde Canavese che culmina nel Parco Nazionale del Gran Paradiso). Dobbiamo puntare su una mobilità sostenibile ed anche su un nuovo sviluppo, da affiancare a quello tradizionale, che passa dalla riscoperta di attività che adeguate ai nuovi modelli organizzativi e tecnologici, valorizzino le produzioni locali e i paesaggi in cui si possono sviluppare, aprendo alla creatività dei nostri giovani. 
 
Politicamente ed amministrativamente, dobbiamo ricondurre in questo nuovo spazio le diverse iniziative esistenti. Paradossalmente sarà proprio questo nuovo perimetro geografico e politico, su cui insisteranno le diverse istanze, ad obbligarci, tutti, ognuno per le proprie specificità, a ragionare insieme come "distretto del Canavese".
 
In questo contesto, ritengo si debba cogliere l'opportunità e la sfida di ridisegnare il nostro nuovo Canavese.

Galleria fotografica

Articoli correlati