Il turnover e l'assenteismo del personale sono due situazioni che da diversi anni, in Italia, causano parecchi danni alle aziende. Si parla non solo della produttività dei lavoratori, ma anche della reputazione e non ultimo del fatturato. Ecco perché oggi scopriremo alcuni consigli utili per evitare che l'azienda si spopoli. 

Turnover e assenteismo: un approfondimento

Per turnover si fa riferimento al ricambio dei lavoratori all'interno di un'azienda, dunque all'uscita dei dipendenti e all'arrivo dei loro sostituti. Il turnover ha un costo e nell’ultimo anno è aumentato del 73%. Un bel problema considerando che qualsiasi società risparmia se trova dei dipendenti qualificati ai quali affidarsi per molti anni. L'assenteismo, poi, è un fenomeno che da molti anni domina in Italia: ci si riferisce alla situazione in cui un dipendente non si reca al lavoro per più giorni, o a giorni alterni, spesso a causa di una scelta volontaria e non di una situazione costrittiva come le malattie. 

L'assenteismo si sviluppa nella maggior parte dei casi a giorni alternati, con una frequenza discontinua, ma con una durata elevata nel tempo. I costi del turnover e dell'assenteismo per le aziende sono significativi: oltre ai costi finanziari diretti (stipendi, benefit e così via), ci sono anche quelli indiretti. Nel caso del turnover si parla ad esempio delle ingenti spese affrontate per formare il nuovo personale. Nel caso dell'assenteismo, invece, i costi principali sono quelli relativi agli straordinari del personale che sostituisce chi manca. In sintesi, entrambe le voci pesano molto a bilancio.

Come contrastare questi fenomeni 

Entrambi i fenomeni possono essere causati da una mancata attenzione nei confronti del dipendente, in termini di retribuzione, benefit, appagamento e comfort. La cura del lavoratore si vede già dalle piccole cose, a partire dal momento dell’assunzione: ad esempio le risorse in entrata possono essere accolte con un welcome kit, per il quale si possono realizzare delle matite personalizzate e altri piccoli oggetti brandizzati col nome dell’azienda. È un modo semplice per far arrivare al dipendente la sensazione di essere importante, coinvolgendolo così nel progetto e facendo in modo che si affezioni all'azienda. 

Per quel che riguarda i benefit, è possibile pensare ad esempio all'assicurazione sanitaria aziendale (uno dei più apprezzati), insieme all'auto aziendale, al bonus bebè, alle borse di studio, ai buoni pasto, al congedo parentale e al nido aziendale. Infine, una delle migliori armi contro l'assenteismo è l'employee retention, ovvero una strategia volta a migliorare il brand dell'azienda, per fare in modo di attirare i migliori talenti sul mercato del lavoro, da coltivare in casa e da fidelizzare. Unita ai benefit, questa strategia permette di risolvere in gran parte il problema del turnover. 

Dunque il datore di lavoro, per evitare che i propri dipendenti se ne vadano o si assentino ingiustificatamente dal lavoro, deve mettersi in ascolto, cercare di creare un ambiente sereno e riconoscere al lavoratore meriti e benefit. Ad oggi è anche molto sentito il tema del work life balance, che deve essere rispettato e tutelato.  

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