La quarantena ha cambiato molte abitudini, alcuni in maniera irreparabile. Il virus, dunque, ha spazzato via certezze, ne ha create di altre. Ne ha consolidate poche e riscritte altre. Tra quelle più sballottate, il gioco d’azzardo è in prima linea. L’industria, quantomeno nel settore fisico, uscirà ridimensionata dalla pandemia. Di penalizzazioni ne ha già ricevute troppe, col crollo delle scommesse sportive, che fa tanto, troppo rumore. Ma anche qui, qualche certezza è stata guadagnata: dal gioco online, per esempio. Questo settore della filiera, che da solo rappresenta il 33% della raccolta totale, ha fatto un balzo in avanti clamoroso, raccogliendo sempre più consensi. Una migrazione, perlopiù forzata, che ha però prodotto indubbi benefici, non dal punto di vista del fatturato ma dal punto di vista degli accessi a giochi come quelli da casinò, il poker online e gli eSports. 

Molti utenti, infatti, hanno scelto la via dei casinò online, registrandosi a piattaforme che offrivano loro slot online come quelle da bar, su tutte Book of Ra Deluxe, tra le più gettonate nel periodo del lockdown. Gli operatori di casinò online in Italia hanno visto aumentare a dismisura gli accessi ai propri portali, fatto questo che ha contribuito alla crescita del vero traino del mondo del gioco online: a marzo, periodo di massima diffusione del virus, la spesa in casinò online è stata pari a 94 milioni, con un +29,5% rispetto ai 72,6 milioni raccolti a marzo 2019. Secondo le ultime stime il fatturato dei casinò online dovrebbe crescere del 30%. Ancora meglio hanno fatto, dicevamo, poker online ed eSports. 

I primi sono finiti in cima alla lista delle preferenze dei giocatori. Qui, il fatturato, dovrebbe crescere al massimo possibile, ovverosia al cento percento. Il poker ha spiccato il volo per diverse ragioni: perché, fondamentalmente, è un ottimo gioco da intrattenimento. Ma anche perché offre la possibilità agli utenti di giocare in modalità multiplayer. Difatti questa è stata la soluzione maggiormente adottata dai giocatori, quella cioè di selezionare prodotti da poter giocare in community, con amici e sfidanti. Anche qui i dati di marzo parlano di una crescita del +123%, con una spesa di 16,1 milioni di euro a fronte dei 7,2 milioni di marzo 2019. 

Se da un lato il Coronavirus è stato un po’ la Waterloo delle scommesse sportive, che hanno visto un calo, nel solo mese di marzo, del 33,6%, gli eSports sono andati più che bene, ritagliandosi uno spazio per niente scontato e aprendosi la strada per un futuro in cui saranno, forse, sempre più centrali. L’aumento, in questo settore, è stato del 61%. Gli sport virtuali hanno sempre più notorietà, in particolar maniera quelli collegati alle corse, dove spicca la F1, e al calcio, con le simulazioni rapide di gare su cui è possibile pronosticare il risultato finale. Opportunità, quindi, per il settore dell’azzardo che potrebbe sfruttare il grande risalto ricevuto da casinò online, poker ed eSports, quando ci sarà da ripartire dopo una crisi che non ha fatto alcun tipo di sconto. 

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