17 Dicembre 2010: Mohamed Bouazizi si suicida dandosi fuoco in piazza per protestare contro i maltrattamenti subiti dalla polizia. Il suo gesto estremo provoca una reazione a catena che porta alla rivoluzione ben quindici paesi del Nord Africa. Il movimento viene rapidamente denominato “Primavera Araba”. Quattro capi di Stato (Zine El-Abidine Ben Ali, Hosni Mubarak, Muhammar Gheddafi e Ali Abdullah Saleh) vengono costretti alle dimissioni e a volte uccisi. Il 20 Ottobre 2011, dopo una lunga fuga, viene catturato e ucciso Gheddafi uno dei leader al potere da più tempo e dalla reputazione più sanguinaria. L’intero occidente, guardando le immagini del volto tumefatto del leader libico, festeggia “il ritorno della democrazia”. Ma la democrazia è davvero tornata?  
 
Dopo cinque anni dalle Primavere Arabe la situazione non è esattamente quella che ci eravamo aspettati. Donne in bikini, coca cola per tutti e libertà d’espressione non sono diventati parte del mondo arabo. Quasi tutti i paesi, quando sono stati chiamati al voto, hanno scelto partiti islamici e conservatori. In molti altri paesi i regimi non sono mai finiti, c’è solo stato un cambio di leader. La democrazia ha quindi fallito?
 
Io credo che la risposta sia diversa: non si tratta di un fallimento della democrazia, si tratta di un fallimento dell’universalizzazione. Ciò che è sbagliato è pensare che chiunque, messo davanti alla scelta tra la democrazia e qualsiasi altro sistema di governo, sceglierà invariabilmente la democrazia. La storia ci insegna che non è così. La democrazia è solamente la risposta dell’Occidente, nato dalla tradizione greca, alla domanda: qual è il miglio metodo di governo?
 
Il vero problema è un altro. Ultimamente anche noi occidentali cominciamo a chiederci se la democrazia sia la risposta migliore. Le elezioni americane, in cui milioni di persone di scarsissima cultura decidono le sorti del mondo, ci mettono paura. Non ho sicuramente l’autorità e la conoscenza per poter procedere io stesso a una critica della democrazia. Posso però stimolare una riflessione: la democrazia è un’invenzione greca ma ad Atene ad avere diritto di voto era una piccolissima percentuale, ritenuta qualificata, della popolazione. (blog di Pietro Franchitti)

Galleria fotografica

Articoli correlati