In queste lunghe e interminabili settimane del tempo scandito dalla clausura per il Coronavirus, mettendo in ordine (parola grossa) vecchi articoli di giornale di mio suocero per cercare una storia locale da roccantare mi sono imbattuto in fatti che avvennero nel 1973 con la crisi petrolifera nata dopo la guerra arabo-isreaeliana, detta del Kippur, veloce  spettacolare con continui ribaltamenti di fronte e vittoria israliana su tre fronti quasi contemporaneamente. 

Riflettevo seduto comodo nel divano, pensando a quella guerra e lla successiva Austerity e a quanti eventi si sono verificati sul suolo del Patrio Stivale, terremoti, alluvioni, frane, eruzione vulcaniche e crolli di ponti, insomma nel corso del tempo non ci siamo mai fatti mancare niente. Ma questa ultima emergenza generata dalla pandemia Corona virus ha fatto riaffiorare nella mia memoria, complice il ritaglio di giornale, eventi vissuti da ragazzo, frequentavo allora le superiori e ricordo il clima surreale di quei anni, le strade deserte, viaggiavano le auto con targhe alterne e si girava in bicicletta o si andava a piedi fino ai paesi vicini senza curarmi del traffico praticamente insesistente. Mi ricordo la quiete di allora e le lunghe code che vedevo ai distributori di benzina per mettere qualche litro nel serbatoio, io allora minorenne non avevo neanche quel problema, ma ricordo bene le domeniche deserte e surreali. 

Mi ricordo degli “esperti” di allora, ogni lustro ha i suoi esperti che non ne imbroccano una, dicevano che stavamo riscoprendo l’importanza di alcuni aspetti della vita quotidiana, i giornali scrivevano allora che avevamo riscoperto sane abitudini che sembravano dimenticate, niente traffico, aria pulita, bici e foto curiose di cavalli per le grandi città e poi la scopertta del silenzio. Un vuoto sonoro che ci disorienta e al tempo stesso ci ammalia. Il silenzio mi ricorda la pubblicità di una pasta dove per 30 secondi i protagonisti mangiavano un bel piatto di pastasciutta,  alla fine  dello spot una voce fuori campo diceva: “ silenzio parla….” E tutti noi catturati dalla melodia del silenzio venivamo catturati dal messaggio. 

Tornando al 1973 durante l’Austerity si diceva cosi quel gramo periodo, negli  Stati Uniti dove il consumo del petrolio era maggiore che da noi nel 1979 il presidente  Carter fece installare  pannelli solari sul tetto della casa bianca e promosse incentivi sulle energie rinnovabili, sembrava l’inizio di una nuova era e adesso staremmo meglio tutti noi, poi  nel 1981 arrivò Regan con le guerre stallari con L’URSS , fece togliere i pannelli e gli incentivi e il resto della storia è come siamo finiti adesso, con la Terra allo stremo, ed il serio rischio di autodistruggerci. Questa epidemia è una formidabile occasione per cambiare e sta a noi dare la svolta per davvero se no tra cinquantanni, altri adolescenti di adesso narrenanno di nuovo cosa ho scritto io adesso ed il mondo, se ci sarà sempre più peggiore per tutti quello che lo abiteranno. (blog di Giorgio Cortese)

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