C’è un sottile panico che passa negli animi delle persone, nella mia Comunità e nelle vacue strade, ricolme solo di paure, ma il sole ogni giorno sorge per ricordaci che dopo ogni buia notte la luce spezza sempre trionfante le tenebre. Oggigiorno viviamo in un mondo comandato dalla tecnologia, tutti rinchiusi nella nostra bolla tecnologica con la perdita della socialità.

Nessuno si guarda più in faccia tutti a scrivere messaggi a persone mai viste dal vero Molta gente con la paura di questa pandemia ha generato nell’animo odio e astio verso tutti e anche con loro stessi e tutti in questo periodo abbiamo perso una cosa banale e scontata, una cosa che nessuno avrebbe immaginato di perdere. Eppure abbiamo perso la libertà per colpa di un virus. Questa cosa così piccola da non avere peso, così misera che non possiamo neanche toccarla.

Eppure ci ha divisi tutti ma allo stesso tempo ci ha uniti tutti, anche se non vogliamo ammetterlo, e ci ha anche tolto il respiro, eppure l’aria lì fuori è più pulita che mai. Non poter abbracciare le perdose care o vedere gli amici e stringere le mani, questo si è ciò che mi fa soffrire! Eppure mesi fa tutti desideravamo di stare a casa. E ora che abbiamo questa libertà la rifiutiamo e vogliamo tornare a come era prima, prima che la libertà ci venisse tolta.  Penso all’epidemia come ad una grande palla di neve che viene lanciata verso l'alto e raggiungerà il suo apice, dopodiché sarà destinata a precipitare e a sciogliersi e con le anche le nostra paure.

Ma dobbiamo stare attenti perché ogni senza rendercene conto oltre alla dovuto prudenza ci crogioliamo con l’idea della lontananza ingannevole da tutti i nostri simili sia l’unica soluzione per preservarci dalla bomba dirompente del virus. Certo evitare i contatti fisici unito alla prudenza ed al buon senso aiutano tantissimo ma, le persone si stanno chiudendo anche nell’animo fino a temere i sentimenti prima delle persone.  

Le strade sono spoglie e le notti silenti, le vie sono quiete e paiono accoglienti con gli alberi del parco poggiati da secoli al suolo, io  dalla finestra ho la speranza nel cuore, una piccola scintilla nella buia notte dove regna grande confusione, la speranza che  ci riprenderemo se tutti assieme staremo a fare quanto ci viene chiesto e se tutti con passione umana collaboreremo. Forza amici, coraggio i nostri avi ne hanno passate di peggio, alziamo la testa e un giorno questi giorni e mesi ricorderemo e un pensiero andrà a chi si è prima fermato e da noi sarà sempre ricordato. (blog di Giorgio Cortese)

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