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di Giorgio Cortese

Cari bambini,

ho ricevuto le vostre lettere, alcune piene di disegni, altre di domande curiose e sincere, e come ogni anno mi avete riempito il cuore. Qui al Polo Nord la neve è così alta che abbiamo dovuto scavare un tunnel per raggiungere la slitta, ma per fortuna ho tanti elfi che mi aiutano, ognuno con un compito preciso. Gli elfi vestiti di verde leggono la posta e ridono tanto per la vostra fantasia. Quelli rossi si occupano delle consegne, anche nelle case senza camino, dove riescono a entrare persino dal buco della serratura! Ma i più speciali sono gli elfi bianchi: cercano i bambini che non sanno ancora che io esisto, quelli che non scrivono perché sono tristi o hanno perso la casa.

Qualcuno di voi mi ha chiesto se esiste Mamma Natale. Esiste eccome. Senza di lei mi si gelerebbero mani e cuore nei giorni più freddi. Ci siamo conosciuti una mattina di sole, uno dei tre giorni all’anno in cui il sole si fa vedere da queste parti e lei danzava sul tetto vestita di bianco. Io sono salito dal camino, il mio posto preferito e lei ha cominciato a ridere. Abbiamo ballato insieme sul tetto, e da allora non ci siamo più lasciati.

Da noi il tempo non esiste. Non abbiamo orologi, perché passiamo le giornate a giocare. E quando si gioca il tempo sparisce. A voi, invece, un giorno diranno che il tempo è prezioso, che bisogna sbrigarsi, correre, “fare in fretta”. Vi regaleranno un orologio e inizierete a sentirvi in ritardo. Ma il segreto per far sparire il tempo lo conoscete già: giocare. Giocare davvero, senza guardare l’ora. Come quando si ama.

Dopo il nostro matrimonio, io e Mamma Natale siamo andati in viaggio nei Mari del Sud. Lì ci siamo dati un bacio così bello che, puff! è nato un bambino. Da noi succede così: quando una cosa è piena di gioia, come il sole è pieno di luce, comincia a esistere. Lo abbiamo chiamato Natale. Era fatto solo di gioia e amava inventare giochi. Non avevamo negozi, solo ghiaccio e neve, ma bastava immaginare qualcosa con il cuore per farla apparire: farfalle nate da un mazzo di fiori volanti, una macchina che va a risate… e Natale cresceva, felice, insieme a tutti i giochi che sognava.

Poi, un giorno, Natale si addormentò e non si svegliò più. Era caduto in un sogno brutto, profondo. Abbiamo provato a svegliarlo, ma niente. Così Mamma Natale ha avuto un’idea: «Chiediamo aiuto a chi sa immaginare la gioia». Ecco perché sono nate le Poste della Gioia, grazie alle quali leggiamo le vostre lettere. Quando uno degli elfi legge ad alta voce un pensiero bello, pieno di gioia, quel pensiero diventa realtà.

Avete inventato il calcio, le bolle di sapone, lo scivolo, il nascondino... E alla fine, proprio grazie a voi, Natale si è risvegliato. La prima cosa che ha creato è stato un albero dai frutti luminosi: l’Albero di Natale. Ogni volta che ne vedete uno, ricordatevi che siete stati voi a riportare la gioia nel mondo.

Noi qui non costruiamo telefoni, orologi o cose noiose: creiamo solo giochi, abbracci, risate. Se vi dicono che Babbo Natale porta i regali costosi, non è vero. Per fare un gioco bastano solo due cose: gioia e amici.

Un giorno, tanto tempo fa, anche un bambino di nome Gesù chiese a Dio di venire a giocare con lui, e Dio diventò bambino. Quel giorno è stato uno dei Natali più belli mai esistiti.

La verità è che a noi non importa se siete stati “buoni o cattivi”. La gioia non è un premio, ma una sorpresa. Come quando ho incontrato Mamma Natale. Come quando Natale si è risvegliato.

Scrivetemi sempre, perché chi scrive bene riesce a dire bene la gioia. Una volta un bambino ha rischiato di ricevere una scarpiera invece di una scacchiera, un altro ha scritto pala invece di palla… e Babbo Natale si è trovato un po’ confuso!

Scrivete tanto. Scrivete con il cuore. Giocate più che potete. Nascondete gli orologi, anche quelli nei telefoni. Così il tempo tornerà a volare e la gioia sarà ovunque. Magari, mentre leggete questa lettera, una carezza o un abbraccio appariranno proprio lì, vicino a voi. Perché sono fatti di gioia. Ha funzionato?

Con tutto il mio affetto, Babbo Natale

Buon Natale e Buon Anno, bambini di ogni età.

Che il 2026 sia pieno di giochi veri, amici sinceri, e momenti che fanno sparire il tempo.

Perché la felicità non si compra: si inventa insieme.