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di Giorgio Cortese

La parola caporalato deriva da caporale che grado militare, deriva Il termine deriva dal latino medievale capora, col significato di capo o, secondo altre fonti, dal latino corpus, col significato di incorporato, arruolato, in inglese il termine è affine, corporal. Da quest'ultima accezione sembra derivare il compito del caporale di arruolatore di giovani per l'esercito.

Il caporalato invece indica l’attività criminale dei caporali. Si chiama caporale, nell’Italia meridionale, la persona che trova gli operai e i braccianti agricoli per farli lavorare nei campi, dove i lavoratori vengono usati per raccogliere la frutta e la verdura di stagione, oppure vengono utilizzati nei cantieri edili abusivi, cioè senza autorizzazione. I caporali nelle prime ore del giorno cercano la manodopera, cioè i lavoratori per la giornata, per farli lavorare abusivamente, fuori da ogni controllo e senza assicurazione. Il caporalato è contro la legge perché i caporali procurano i lavoratori giornalieri al proprietario delle imprese agricole e dei cantieri di costruzioni, e in cambio prendono dei soldi (cioè una tangente).

I caporali sfruttano soprattutto gli emigrati clandestini, che spesso non hanno il permesso di soggiorno e sperano di migliorare le proprie condizioni di vita, e invece finiscono nelle mani di queste persone e ne diventano schiavi. L’attività del caporalato è illegale: i lavoratori vengono pagati poco e senza rispettare le normali tariffe dei contratti, scavalcando le regole del collocamento. Il fenomeno del caporalato è diffuso in varie parti del mondo: in Italia soprattutto nelle regioni meridionali, ma da qualche anno anche in quelle centrali e settentrionali. Il reato del caporalato è punito con la reclusione in prigione da cinque a otto anni e una multa da 1000 a 2000 euro che il caporale deve pagare per ogni lavoratore sfruttato, forse le pene dovrebbero essere inasprite con più controlli per estirpare questa mala pianta dello sfruttamento delle persone.