di Giorgio Cortese
La Giornata mondiale della televisione si celebra il 21 novembre di ogni anno, per riconoscere l’importanza di uno dei mezzi di comunicazione di massa più diffusi e amati al mondo.
La televisione nasce alla fine degli anni ’20 in California grazie a Philo Farnsworth, e ben presto conquista le case di tutto il mondo. Inizialmente in bianco e nero, il tubo catodico diventa strumento di intrattenimento, informazione e cultura, influenzando opinioni e scelte sociali. Il successo della televisione stimola la pubblicità e accompagna la crescita del benessere nel secondo dopoguerra.
La Giornata mondiale della televisione, istituita dalle Nazioni Unite nel 1996, vuole ricordare il ruolo significativo della tv nell’informazione, nella partecipazione politica, nella diffusione delle arti e nella cultura.
Con l’avvento di Internet, degli smartphone e delle Smart TV, la televisione si è evoluta: oggi è fruibile anche su tablet e pc, integrando tradizione e innovazione. In Italia, secondo il Censis, circa il 97% della popolazione possiede un televisore, e sempre più spesso la tv diventa uno strumento per navigare in rete, vedere programmi on demand e rimanere aggiornati.
Nonostante la rete offra un accesso rapido e globale alle informazioni, la televisione mantiene il suo ruolo educativo e culturale, ricordandoci che i mass media possono essere strumenti potenti se utilizzati con consapevolezza.
La televisione è più di immagini e suoni: è un filo invisibile che collega persone lontane, un ponte tra culture e storie diverse. In ogni schermo c’è la possibilità di conoscere, capire e sentire il mondo con occhi nuovi. Come in un quadro che si anima, la tv ci ricorda che la curiosità e la consapevolezza sono le vere luci che illuminano la nostra vita.











