di Giorgio Cortese
Dal lontano XV secolo, quando Johannes Gutenberg rivoluzionò la storia della comunicazione con la stampa a caratteri mobili, il libro ha trasformato profondamente il destino dell’umanità. La celebre Bibbia di Gutenberg, uno dei primi grandi volumi stampati in Europa, segnò l’inizio di una nuova era: la conoscenza, prima custodita in manoscritti rari e preziosi, iniziò a circolare con una velocità mai vista prima. Da quel momento, idee, storie e saperi poterono raggiungere un pubblico sempre più ampio, contribuendo alla diffusione della cultura e dell’alfabetizzazione.
Nei secoli successivi, il libro ha continuato a essere un simbolo di memoria e di potere culturale. Opere straordinarie come il Codex Gigas, uno dei più grandi manoscritti medievali mai realizzati, testimoniano la dedizione e la pazienza degli amanuensi: un volume monumentale che ancora oggi affascina per la sua imponenza e per il suo mistero. Allo stesso modo, biblioteche leggendarie come quella di Alessandria rappresentano l’antico sogno umano di raccogliere e conservare tutto il sapere possibile, anche se le stime sul numero dei rotoli conservati restano incerte e oggetto di dibattito.
Oggi, quel sogno si è trasformato in realtà su scala ancora più ampia. Grandi istituzioni come la British Library conservano decine di milioni di opere, tra libri, manoscritti e documenti di ogni epoca, rendendo accessibile un patrimonio culturale sterminato. La conoscenza, un tempo fragile e limitata, è diventata un archivio globale della memoria umana.
Ma il libro non appartiene solo al passato: è profondamente presente nelle nostre abitudini quotidiane. In Europa, negli ultimi anni, una parte significativa della popolazione continua a leggere regolarmente, anche se con differenze tra paesi e fasce d’età. In Italia, secondo le rilevazioni più recenti, poco più della metà dei cittadini tra i 14 e i 75 anni legge almeno un libro all’anno, segno che la lettura mantiene ancora un ruolo importante, anche se in evoluzione rispetto al passato.
Il mondo editoriale, inoltre, è in continua trasformazione. Ogni anno vengono pubblicati decine di migliaia di nuovi titoli, mentre il mercato del libro continua a muovere miliardi di euro a livello internazionale. Alcuni libri hanno avuto un impatto straordinario sulla cultura globale: dal “Libretto Rosso” di Mao, diffuso in centinaia di milioni di copie, fino alla saga di Harry Potter di J.K. Rowling, che ha avvicinato alla lettura intere generazioni in tutto il mondo.
Accanto ai grandi successi editoriali, esiste anche il libro come forma estrema di espressione. Alcuni autori hanno costruito opere monumentali per estensione e complessità, come Marcel Proust con Alla ricerca del tempo perduto, un viaggio letterario che esplora in profondità la memoria, il tempo e l’esperienza umana. Altri, invece, hanno lasciato il segno con una produzione vastissima, come la scrittrice Corín Tellado, tra le più prolifiche del Novecento.
Ogni libro, indipendentemente dalla sua forma o dal suo successo, contribuisce a costruire un ponte tra epoche, culture e persone. La lettura non è soltanto un atto individuale, ma un dialogo silenzioso che attraversa il tempo.
In fondo, leggere significa entrare in un grande racconto collettivo: quello dell’umanità stessa, fatta di memorie, invenzioni, emozioni e numeri che si intrecciano pagina dopo pagina.
Questo legame vivo tra passato e presente si rinnova ogni anno a Torino, durante il Salone Internazionale del Libro di Torino, uno degli eventi culturali più importanti d’Europa. In quel luogo, libri, autori e lettori si incontrano per ricordare che la letteratura non è solo storia, ma esperienza viva e condivisa. È lì che il viaggio dei libri continua, trasformandosi ogni volta in nuove voci, nuove idee e nuove memorie da custodire.













