di Giorgio Cortese
Era una calda notte di luglio in Canavese e il paese sembrava più vivo del solito. Le strade erano illuminate da tante luci, i negozi erano aperti fino a tardi e la gente camminava per il centro con il sorriso, pronta a vivere la famosa notte bianca.
In mezzo alle vie c’erano musica, bancarelle e gruppi di amici che si incontravano dopo tanto tempo. Da un bar arrivava un ritmo allegro di musica caraibica: salsa, bachata e percussioni facevano ballare tutti.
Marta arrivò insieme alle sue amiche.
«Che bella atmosfera stasera!» disse guardando le strade piene di persone.
«Sembra che tutto il paese sia sveglio», rispose Giulia.
«Era proprio quello che ci voleva, una serata senza pensieri.»
Le ragazze entrarono nel bar dove c’era la festa. Le luci colorate giravano sulle pareti, la musica riempiva la sala e molte persone ballavano.
«Dai Marta, vieni a ballare!» disse Giulia prendendola per mano.
«Va bene, ma non prendermi in giro se sbaglio i passi!» rispose Marta ridendo.
«Stasera conta solo divertirsi.»
Tra una canzone e l’altra tutti ridevano e si godevano la notte. Fuori dal locale si sentivano le voci delle persone, il rumore dei bicchieri e la musica che continuava fino a tardi.
A un certo punto un ragazzo si avvicinò a Marta.
«Ciao, ti va di bere qualcosa insieme?» chiese sorridendo.
Marta lo guardò con tranquillità e rispose: «Grazie, ma preferisco restare con le mie amiche.»
«Certo, nessun problema. Buona serata allora.»
«Grazie, anche a te.»
Quando il ragazzo si allontanò, Giulia sorrise.
«Sai, hai fatto bene. È bello sentirsi liberi di scegliere.»
Marta annuì. «Sì, una serata è bella quando puoi essere semplicemente te stessa.»
La notte continuò tra balli e risate. Le ragazze uscirono dal bar per prendere un po’ d’aria e guardarono le strade ancora piene di gente.
«Non sembra nemmeno mezzanotte», disse Marta.
«Le notti più belle sembrano sempre più corte», rispose Giulia.
Camminando tra le luci della notte bianca, con la musica caraibica ancora in lontananza, Marta pensò che quella serata sarebbe rimasta un bel ricordo.
Perché a volte non servono grandi eventi: basta una notte d’estate in Canavese, gli amici accanto, una musica che fa sorridere e la sensazione di essere esattamente dove si vuole essere.












