di Giorgio Cortese
Era una calda serata d'estate. Le finestre erano aperte e una leggera brezza entrava in casa. I coniugi Anna e Carlo Rovigati si stavano godendo un momento di tranquillità sul divano dopo cena. Accanto a loro c'era Lucky, il loro fedele cane, che però quella sera aveva un comportamento strano. Continuava a fissare il camino, muoveva le orecchie e camminava avanti e indietro nervosamente. All'improvviso iniziò ad abbaiare: «Bau! Bau! Bau!»
Anna si voltò sorpresa: «Carlo... hai visto Lucky? Non è da lui comportarsi così. Sembra che voglia dirci qualcosa.» Carlo guardò il cane e sorrise: «Forse ha sentito qualche rumore fuori. Lo sai che Lucky ha un udito migliore del nostro.» Ma proprio in quel momento...Toc... toc... scratch... scratch... Entrambi si bloccarono. Anna guardò il camino preoccupata: «Carlo... hai sentito anche tu?»
Lui rimase qualche secondo in silenzio: «Sì... e sinceramente non mi piace per niente.» Di nuovo. Gratt... gratt... toc! Lucky corse davanti al camino e iniziò ad annusare. Anna fece un passo indietro: «Ti prego, dimmi che non c'è qualcosa nascosto lì dentro.» Carlo provò a scherzare: «Magari è un ospite che ha scelto un ingresso originale.» Anna lo guardò divertita: «Certo... perché tutti entrano dalla porta, lui invece preferisce il camino.»
Carlo si avvicinò lentamente: «Aspetta, voglio capire meglio da dove arriva il rumore.» Un altro piccolo graffio fece sobbalzare Lucky. Anna sorrise: «Guarda che anche lui sembra più coraggioso di te.»
Carlo fece finta di offendersi: «Io non ho paura. Sto solo lasciando spazio al cane detective.» Anna rise: «Certo Carlo, Lucky Holmes è già al lavoro.»
Il cane continuava a fissare la canna fumaria senza muoversi.
Carlo prese il telefono: «Meglio chiamare i pompieri. Se c'è un animale intrappolato, dobbiamo aiutarlo.» Poco dopo arrivò la squadra dei vigili del fuoco. Un pompiere guardò Lucky e sorrise: «Direi che questo cagnolone è stato il primo a dare l'allarme.»
Anna accarezzò il suo cane: «Sì, è lui che ci ha fatto capire che c'era qualcosa di strano.» I pompieri iniziarono a controllare la canna fumaria con attenzione. La casa diventò silenziosa. Poi, dopo qualche minuto... «Eccolo! Lo abbiamo trovato!» Tutti guardarono verso il camino.
Un pompiere scese con delicatezza tenendo tra le mani un piccolo gufetto impolverato, ma perfettamente vivo. Anna si portò una mano al cuore: «Ma quanto è piccolo... povero tesoro.» Carlo sorrise sollevato: «E io che pensavo fosse chissà quale creatura misteriosa.» Il pompiere osservò il gufetto: «Questo piccolo avventuriero ha avuto fortuna. Adesso però gli serve un nome.»
Anna guardò Carlo: «Che ne dici di chiamarlo Piumino?». Carlo sorrise: «Perfetto. È piccolo, morbido e ci ha fatto vivere una vera avventura estiva.» Lucky si avvicinò piano, annusò il gufetto e poi scodinzolò. Il pompiere rise: «Credo che Lucky abbia già trovato un nuovo amico.»
Dopo un controllo, Piumino fu affidato ai volontari della fauna selvatica, che si sarebbero presi cura di lui prima di riportarlo libero nella natura. Quando finalmente la casa tornò silenziosa, Anna accarezzò Lucky. «Lo sai che sei stato bravissimo? Senza di te non avremmo mai scoperto quel piccolo gufetto.» Carlo sorrise guardando il cane: «Questa sera il vero eroe è stato lui.»
Lucky rispose con un allegro colpo di coda, quasi fiero della sua missione.
E così, quella normale serata d'estate dei coniugi Rovigati si trasformò in un ricordo speciale: una storia nata da strani rumori nel camino, un piccolo gufetto chiamato Piumino e un cane di nome Lucky che aveva capito tutto prima degli umani.












