Da quello che dicono i media, pare che sempre più persone abbiano paura nel provare felicità. Quasi hanno timore che quando c'è troppa felicità scatti poi un meccanismo perverso di compensazione per cui, quando ci si lascia andare, accada qualcosa di terribile. Questa fobia, paura, si chiama  cherofobia che è una forma d’ansia, ritengo ben descritta in una recente  canzone.  Certo potrebbe  sembrare strano che delle persone temono delle emozioni positive, perché tutti tendiamo alla ricerca della  felicità, forse, come dicono degli studiosi,  in molte persone sino dalla tenera infanzia si è creato un legame fra felicità e punizione e adesso hanno paura che se si sentono felici poi la bolla della gioia esploda di nuovo facendoli sprofondare in chissà quale umiliazione e questo li rende  introversi.

Ma forse oggi la cherofobia  è alimentata dai rapporti umani sempre di più rarefatti dato che molti giovanissimi passano molto più tempo sugli Iphone e nei mondi virtuali dei social con i bisogni materiali soddisfatti dai genitori. Allora, penso, si perde quelle emozioni di fare qualcosa con i coetanei, di faticare per vincere, anche di perdere, per raggiungere delle mete. Premetto non sono uno psicologo ma il mio personale parere che per superare questa paura, per ritonare alla voglia della ricerca della felicità credo sia importante assumere tutti i giorni delle buone dosi di sorrisi e di  emozioni con i nostri simili. Importante è ridere, ma ridere di noi stessi forse li ci sono gli anticorpi alla fobia della felicità.

Dicono che ridere di noi stessi non solo aiuta a sopprimere la rabbia, ma aiuta in modo significativo il benessere psicologico, e credetemi è vero! Se impariamo ad essere autoironici, viviamo meglio e con più leggerezza. Ogni giorno dobbiamo accettarci per quello che siamo e riconoscere senza paura i quotidiani sbagli per poterci migliorare. (blog di Giorgio Cortese)

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