Tempi grami per i libri che la recente pandemia ha accentuato . Oggi I nostri connazionali che leggono un libro al mese sono attualmente il 5 per cento circa della popolazione, una èlite molto più ristretta e asfittica rispetto ad altri Paesi europei e che diventa più piccola di anno in anno, a causa del rapido invecchiamento medio della popolazione e del conseguente diffondersi del fenomeno della diseducazione alla lettura.

Le generazioni "educate" a leggere, infatti, non vengono più rimpiazzate nelle librerie fisiche o virtuali: le nuove generazioni sono immerse nei social media e nel bombardamento misto di news e fake tipico del web, e soprattutto hanno acquisito una modalità di espressione e di ragionamento "breve" che non risulta più compatibile con i tempi lunghi, la profondità e la pazienza intellettuale tipiche della lettura.

Eppure, nell'estate del distanziamento sociale la compagnia di un buon libro appare la scelta ideale per tutti, ad ogni età. Gli ultimi dati diffusi dall'Associazione Italiana Editori mostrano segnali incoraggianti, dopo i mesi di chiusura forzata delle librerie: all'11 luglio la perdita di fatturato anno su anno degli editori si è ridotta all'11%, rispetto al 20% del 18 aprile. E in una precedente ricerca a cura del Centro per il Libro e la Lettura e di AIE, era emerso che gli italiani prevedevano di leggere più libri nella seconda parte del 2020 di quanto non avessero fatto nei mesi di chiusura. Recuperare e rilanciare l'educazione alla lettura rimane, tuttavia, il grande problema di fondo.

È una strada stretta e in salita, ma l'unica in grado di migliorare la qualità del nostro "essere cittadini" e le nostre capacità quotidiane di scelta. Per questo invito a passare alla biblioteca Pistonatto a Favria perché oltre al coronavirus dobbiamo tutti insieme sconfiggere quella sciagura sociale che si chiama ignoranza! (blog di Giorgio Cortese).

Galleria fotografica

Articoli correlati