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di Giorgio Cortese

Ogni anno, le Alpi piemontesi si animano di un richiamo che va oltre il semplice paesaggio: è il richiamo dell’Alpinità, della fatica condivisa e della gioia di essere insieme, di vivere la montagna come luogo di incontro e di memoria. Il Monte Soglio, con i suoi 1.971 metri di altezza, ha ancora una volta dimostrato di incarnare tutto questo. Il suo nome, che trae origine dal latino tardo antico sollium, ricorda come questa montagna fosse un confine e un punto di scambio tra Comunità: oggi quel concetto continua a trasformarsi in simbolo di unione, rispetto reciproco e dialogo con la natura.

Sulla sua sommità non si erge la solita croce, ma una statua metallica della Madonna, collocata nel 1980 dai Gruppi Alpini locali. È lei, la “Madonnina del Soglio”, ad accogliere chi raggiunge la vetta: con i rosari mossi dal vento e lo sguardo rivolto al Canavese, sembra custodire storie, fatiche e speranze. Ogni salita diventa un pellegrinaggio laico e spirituale, un cammino che unisce generazioni e tradizioni.

In questo spirito, domenica 30 novembre 2025, presso il Salone Polifunzionale di Levone, i Gruppi Alpini del Monte Soglio hanno organizzato un pomeriggio dedicato al ricordare e raccontare, in occasione del 45° anniversario della posa della Madonnina. Un momento nato non solo per chi visse quel giorno del 1980, ma anche per i più giovani, che hanno potuto ascoltare testimonianze, aneddoti e storie preziose di tante ascese passate.

La giornata era iniziata alle ore 12:00 con il tradizionale “Rancio Alpino”, un pranzo conviviale a base dei celebri Fagioli d’la Tofeja e altri piatti tipici. La sala si era trasformata in una grande tavolata familiare, dove sorrisi, ricordi e strette di mano avevano creato un’atmosfera calda e autentica, come solo gli Alpini sanno fare.

Il pomeriggio era poi proseguito alle ore 15:00 con la proiezione di filmati e diapositive che hanno raccontato la posa della statua in vetta e le prime edizioni del raduno. Le immagini, accompagnate da commenti e racconti di chi “c’era davvero”, hanno riportato i presenti indietro nel tempo, facendo rivivere emozioni e momenti indimenticabili. L’evento è stato impreziosito dai Canti Alpini eseguiti dal Coro Monte Soglio di Forno, diretto dal Maestro Andrea Pilia, che ha donato alla giornata un tocco di solennità e di armonia montana.

La partecipazione è stata ampia e sentita: l’evento, aperto a tutti con ingresso libero, ha saputo unire generazioni e comunità nel segno della memoria e della gratitudine.

Ancora una volta il Monte Soglio ha ricordato a tutti che la vera vetta non è solo quella fisica, ma quella morale e spirituale: il coraggio di affrontare la salita, la determinazione nel proseguire nonostante le difficoltà, la generosità nel condividere ciò che si conquista. La montagna insegna a guardare oltre sè stessi, ad apprezzare ogni singolo passo e a scorgere, anche nelle giornate più nuvolose, la luce che illumina il cammino.

Il 45° anniversario della Madonnina del Monte Soglio si è così trasformato in un abbraccio collettivo, un momento in cui Alpinità, Memoria e Valori hanno trovato nuova voce. Un evento che ha lasciato un segno, ricordando a tutti chi siamo, da dove veniamo e quali vette, visibili o invisibili, possiamo ancora raggiungere.