In estate mi piace svegliarmi presto, quando la luce radente disegna uno spicchio tra gli alberi del parco Martinotti davanti a casa. Il parco brilla per l’umidità della notte che sale dal terreno, mai come quest’anno turgido di pioggia. Non so se a commuovermi è la consapevolezza che l’immagine che dura un attimo, poi il sole di luglio cristallizza il quadro in un eterno presente dove tutto è illuminato.

Certe mattine penso a quando ero bambino e partivo in questo mese per il mare, la sveglia nella notte per prendere il fatidico treno delle 6,00 da Torino, destinazione Liguria, San Bartolomeo, con tutta la famiglia ed altre persone di Cuorgnè. Ho nostalgia di quei ricordi, del sole che scaldava i vagoni e di mia mamma che mi concedeva di bere una gazzosa per calmare la sete, e poi dopo ore l’arrivo in Liguria accolto già nelle prime stazioni della Riviera dal canto tribale delle cicale. Il loro richiamo melodioso e croccante, questo per me era il canto di benvenuto al mare. Quando ero arrivato, uscendo dalla pensione passavo tra serre e pini martittimi che con il loro effluvio costituito dalla flagranza resinosa davano al mio animo la felicità e, dopo l’ultimo orticello, proprio dietro alla vecchia torre saracena ecco la piccola spiaggia sul lungo mare, luogo di gioco e svago. 

Soggiorno marittimo intervallato nel primo pomeriggio dai compiti delle vacanze e da passeggiate con mia mamma lungo le pinete dell’entroterra con la colonna sonora delle cicale e le fragranze dei pini marittimi, che hanno riempito l’animo di ricordi. Ritornando al mattino, ritengo che adesso non sia soltanto questa idea di veloce transitorietà a colpirmi, perché fugace è anche il tramonto, momento della giornata a cui, anche per fatto anagrafico, dovrei incominciare a sentirmi più vicino. Invece io amo le prime luci del giorno per la promessa che portano con sé. E per la voglia, inesauribile, di ricominciare sempre. Cominciare dal seme del mattino, ricominciare ogni giorno sempre, anche ricordare piacevoli episodi del passato. (Blog di Giorgio Cortese)

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