Mi sveglio nel cuore della notte, tendo l’orecchio alla calma placida. Nel cuore della notte non mi interessa che giorno è, se lunedì o venerdì. Che importanza può avere? Vedo che è buio e so che è notte. Una notte in cui non dormo. Ascolto il silenzio, un rumore improvviso che irrompe e scompare. Tante sensazioni si accavallano e non si lasciano afferrare.

Passato, presente futuro, un po' di tutto, un po' di niente. Il pensiero non trova spazio. E’ di notte che si percepisce meglio il frastuono del cuore, il ticchettio dell’ansia, il brusio dell’impossibile e il silenzio del mondo. Penso ad un vecchio proverbio che mi pare persiano: "Il giorno ha occhi. La notte ha orecchie".

Mi immergo allora nel silenzio, respiro il buio. Il buio ricopre come un manto i pensieri nascosti della mente, occupa i miei occhi. Mi lascio svuotare e so di sapere poco della notte ma la notte sembra sapere di me. La notte mi cura come se mi amasse, mi copre la coscienza con le sue stelle. La notte non mi porta consiglio, ma promette la luna! Penso preso da refoli di pensieri che forse la notte è la vita e il sole la morte. Ma forse la notte è niente come le congetture sopra di lei e come su di noi e poi mi riaddormento nel silenzio della notte che non è meno meravigliosa del giorno. (Giorgio Cortese)

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