di Giorgio Cortese
Al Bosco Incantato, nella borgata Tetti di Prascorsano, si vive una festa capace di unire bambini e adulti in un’unica, meravigliata attesa. Tutto nasce dal sogno di un uomo, Alessandro Boldini, che da adulto ha voluto riportare in vita le emozioni delle passeggiate di quando era bambino in quei boschi. Così ha preso forma uno spettacolo che riempie gli occhi dei grandi e dei piccoli di una luce speciale, quella dello stupore sincero, limpido, che solo i bambini sanno mostrare.
Seduto nella casetta di Babbo Natale, in quella piccola postazione privilegiata da cui osservarli, ho riflettuto sul significato del Natale. È una festa che ha un profumo unico, fatto di ricordi, di sensazioni, di un tempo che sembra rallentare. Un tempo che chiede calma, dolcezza, uno sguardo più attento verso ciò che davvero conta. A Prascorsano questo spirito esiste e si sente: non c’è frenesia, solo la magia dell’attesa, che si rinnova negli occhi dei bimbi venuti a consegnare la letterina a Babbo Natale. Dai più piccoli che ci credono con convinzione ai più grandi che sperano, in fondo, di crederci ancora. E allora lasciamoci guidare dal loro modo di guardare il mondo: con meraviglia, entusiasmo, stupore.
Il Natale è un tempo che appartiene alla famiglia. E se i bambini, spesso così impazienti nella vita di tutti i giorni, di fronte all’attesa del 25 dicembre diventano capaci di attendere con gioia, è perché il Natale è davvero un piccolo miracolo. Loro amano l’attesa: il calendario dell’Avvento, i canti, i sorrisi, gli abbracci, i piccoli gesti che valgono più di qualunque regalo costoso. Perché gli occhi dei bambini non brillano per ciò che ricevono, ma per ciò che sentono: gentilezza, presenza, amore. E allora stupiamoci anche noi, come loro. Sorridiamo. Cantiamo. Doniamo un pensiero buono a chi è meno fortunato. Perché, come ricorda il Piccolo Principe, “Guarda il mondo con gli occhi di un bambino, pieni di meraviglia, entusiasmo e stupore”.
Un grande grazie va a chi ha reso possibile tutto questo: l’allettante cioccolata calda di Tachipirina on the Road, la Pro Loco di Prascorsano con le sue frittelle di mele, i buonissimi biscotti della Panetteria Demartini, i fotografi Cinzia e Luca, che hanno immortalato attimi preziosi, le preziose navette di Galati che hanno accompagnato parte degli oltre mille visitatori. E un grazie speciale al Gruppo Alpini di Rivara, fondato nel lontano 1929, e ai generosi Alpini presenti: Dario Ansaldi, Bruno Boldini, Piero Contratto e il capogruppo Angelo Buonanni. Con il loro vin brulè, ma soprattutto con il loro spirito, hanno portato nella festa quel senso di appartenenza, solidarietà, rispetto e dedizione che da sempre caratterizza gli Alpini. Valori antichi, ma più moderni che mai!
Un sentito grazie va inoltre all’Amministrazione Comunale di Prascorsano per il sostegno e la vicinanza, e alla discoteca mobile Night Life di Mauro Monti, che ha contribuito a dare ritmo, colonna sonora che ha contribuito a donare calore e gioia all’atmosfera del Bosco Incantato. Grazie di cuore ai bambini e alle loro famiglie, al Consiglio Regionale del Piemonte nella persona di Mauro Fava, ai volontari Aib e Croce Rossa Italiana, Comitato Regionale del Piemonte, a Fausta Rgp Revello, alla Protezione Civile di Rivara, il gruppo “presepe vivente di Canischio”, ai figuranti e all’instancabile Associazione Clorofilla con Sara Perri sempre al fianco di Alessandro.
Il Bosco Incantato rimarrà illuminato fino al 6 gennaio, dalle 17.00 alle 21.00. E mentre le luci brilleranno ancora per qualche settimana, resta nei cuori la scena più semplice e più vera: Babbo Natale che, dopo aver abbracciato un mondo di bambini, ha incontrato il Grinch… che alla fine ha respirato un po’ di spirito natalizio.
Perché il Natale, quello autentico, è proprio questo: la capacità di far risuonare nei boschi, nelle case e nelle persone la meraviglia che credevamo perduta. È la voce buona degli Alpini che vegliano, è la mano tesa di chi aiuta, è lo sguardo di un bambino che ci ricorda che la felicità, spesso, è un ritorno alle cose semplici. E forse il senso più profondo sta proprio qui: riscoprirci esseri umani, presenti gli uni agli altri, come il bosco che protegge e accoglie. In quel silenzio pieno di luci, il Natale ci invita a ritrovare la strada verso noi stessi. Buone feste.






