Caro Direttore
Sono il presidente da diversi anni di un piccolo gruppo ADSPFIDAS, donatori di sangue. Dal mio piccolo ho il privilegio di osservare e di conoscere i donatori e le nuove generazioni. Contro ogni luogo comune che le vuole superficiali e poco attenti alla realtà che le circonda, io noto giovani motivati, attenti al prossimo con desiderio di fare della propria vita qualcosa di valido. 
 
La nostra sezione conta anche donatori  con più di 100 donazioni, e anche dei giovanissimi donatori e diversi donatori di origine straniera perfettamente integrati nel nostro tessuto sociale. I donatori di sangue sono persone normali, italiani e non con credo ed etnia diversa ma uniti da valori semplice e alti che ancora e sempre ispirano comportamenti frutto dell’idea che c’è sempre davanti a noi una buona battaglia da ingaggiare per aiutare i nostri simili senza bisogno di credersi e sentirsi supereroi. 
 
Una di quelle battaglie che si combattono non con le armi, ma con il cuore senza discriminazioni o paturnie xenofobe dello strisciante nuovo razzismo che affonda le sue radici in un humus condito da idee storte. Ricordatevi che il sangue ha sempre lo stesso colore per tutti noi esseri umani e questo ci accomuna tutti. Sfido chiunque a riconoscere da una unità di sangue raccolta la nazionalità del donatore, il suo credo religioso, la sua idea politica. Come donatori ci sentiamo parte del tessuto connettivo di una comunità che ha l’obiettivo di aiutare le persone a essere cittadini attenti alla Cosa Pubblica e al prossimo. W i donatori di sangue, eroi nel quotidiano. (blog di Giorgio Cortese)

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