L'8 marzo non è la festa della donna ma la giornata internazionale della donna. Un giorno della memoria per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche, ma anche i soprusi, le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in molte parti del mondo. Non è l'orgoglio di essere donna che va ostentato bensì l'essere fiere dei valori, della forza e del coraggio che alimentano il cuore di ogni donna.

A poco servono quei mazzetti di mimosa che sembrano doni di effimeri sogni, si dovrebbero donare fiori dai petali che diffondono profumo di uguaglianza e pari dignità. Oggi le donne, almeno quelle dei paesi avanzati, sono presenti a 360° nella società, nel mondo dell’impresa, nelle università, nella magistratura, nel Governo e nel Parlamento. Ma ci sono anche le altre donne. Le altre donne, purtroppo, quelle che vivono sotto a un altro cielo, quelle dell’Africa o dell’Asia ad esempio, sono ancora sfruttate, violate, vivono ancora in un mondo di ingiustizie e di barbarie in cui i Diritti Umani faticano a farsi strada. E’ per queste donne che l’8 marzo ha la sua ragione d’essere!

In realtà, la Giornata Internazionale delle Donne, che nell’accezione comune viene chiamata in modo riduttivo Festa della Donna, è una giornata celebrativa di riflessione, non una semplice festa, è un momento in cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite che ha istituito tale ricorrenza, invita a operare affinché nel mondo si possa raggiungere una effettiva parità di genere nel 20230. L’8 marzo, allora, diventa una festa commerciale solo per chi sceglie di rimanere sulla superficie, e vive questa data come una festa, negando così il suo nobile fine che è quello di un momento di profonda riflessione storica.  

E’ doveroso, quindi, da un lato riconoscere tutte le conquiste che le donne hanno fatto con fatica nel corso dei secoli, dall’altro essere consapevoli che bisogna ancora lavorare tanto per eliminare le discriminazioni di cui le donne sono ancora oggetto e contrastare la violenza di genere. In tal senso, l’8 marzo ha la sua ragione d’essere per tutte le donne, per le donne di ogni meridiano e parallelo. W le donne! (blog di Giorgio Cortese)

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