Il risotto è una mania. E’ magnifico cucinarlo e soprattutto mangiarlo. Quando ero piccola, mentre mia nonna lo cucinava, me ne dava sempre un pochino, io contavo e ricontavo i chicchi, poi con il pongo fingevo di condirli… Insomma mi divertivo un sacco e mi diverto ancora oggi a cucinarlo – senza pongo – soprattutto per il mio compagno, anche lui un adoratore del carnaroli. Da mia nonna ho imparato tante cose, una in particolare: non pesare il riso. Per un risotto come si deve basta utilizzare una tazzina da caffè o la mano. Una tazzina colma a persona più una per la pentola oppure un pugno a testa di riso più uno sempre per la pentola (che bisogna nutrire e rispettare) e il gioco è fatto. Ma se siete degli amanti delle grammature la porzione ideale di riso per una persona è di 80 grammi. Questa che propongo è una ricetta semplice, ma gustosa, per due persone.

 

Dosi e Ricetta

3 tazzine da caffè di riso carnaroli

200 g di radicchio di Chioggia

80 g di speck (a me piace tanto anche con la bresaola)

1 piccolo scalogno

1 bicchiere d vino bianco

brodo vegetale

sale, olio e pepe nero quanto basta

parmigiano, qualche rametto di timo e una noce di burro per mantecare

 

Preparate per prima cosa il brodo vegetale e intanto pulite il radicchio, dividendolo a metà, privandolo della parte centrale bianca. Tagliatelo quindi a listarelle, passatelo sotto l’acqua per sciacquarlo bene e mettetelo da parte. Tagliate anche lo speck a striscioline (alcune lasciatele da parte per rifinire il piatto). Se ha tanto grasso potete toglierlo e utilizzarlo al posto dell’olio per far appassire lo scalogno. Io questa volta ho fatto così. Ho eliminato tutta la parte grassa dallo speck, l’ho buttata in pentola e l’ho fatta sciogliere. Ho poi eliminato i residui solidi e ho utilizzato il grasso sciolto come base per appassire lo scalogno e insaporire il riso. Altrimenti usate un cucchiaio di olio e quando è caldo buttateci dentro lo scalogno, fate appassire per qualche minuto a fiamma moderata, aggiungendo qualche cucchiaio di brodo e un po’ dello speck preparato. Lasciate rosolare per uno o due minuti, aggiungete il riso, fatelo tostare, mescolando spesso, quindi sfumate con il vino bianco. Una volta che il vino sarà evaporato aggiungete il brodo, un mestolo alla volta per continuare la cottura. A fine cottura aggiustate di sale, pepe e togliete dal fuoco, aggiungete le striscioline di radicchio, mantecate con una piccola noce di burro (o qualche cucchiaio di brodo), il timo e il Parmigiano grattuggiato. Io arricchisco il piatto con le striscione di speck avanzate, passate in padella e rese croccanti.

Personalmente amo il risotto all’onda (molto all’onda), ma voi, ovviamente, potete adeguarlo al vostro gusto personale.

Il risotto in generale è un piatto che solletica i sensi. E’ una coccola. Per questo mi piace cucinarlo e sono contenta quando qualcuno lo cucina (bene) per me. Ci vuole tempo, passione, attenzione e, per renderlo speciale, anche un po’ di amore. E anche del riso molto buono. Magari un giorno vi racconterò la storia del Dario, il mio produttore di riso preferito, per il momento vi auguro buon appetito!

Galleria fotografica

Articoli correlati