di Alice Rabai (Studio Life&Mind)

Quando dobbiamo affrontare un fallimento, che sia personale o di altri, o quando siamo costretti a gestire una situazione spiacevole, abbiamo spesso la tendenza a dire frasi come “Me lo sentivo”, “Lo sapevo”, “Te l’avevo detto”.
Queste rappresentano un vero e proprio errore cognitivo conosciuto come “bias del giudizio retrospettivo” o più comunemente “del senno del poi”.

Si tratta di un’euristica mentale, ovvero una scorciatoia, che la nostra mente utilizza per giustificare un evento avvenuto. Viene definito “giudizio retrospettivo” perché si cerca di trovare una coerenza per il fatto accaduto.
Tale bias è il risultato di un errore di valutazione e di memoria: pensare di conoscere la conclusione di un evento ancora prima che accada, è un falso ricordo e si manifesta soprattutto quando l’evento in questione è di per sé negativo o immaginiamo che possa avere dei risvolti negativi: un licenziamento, una separazione, un incidente.
La spiegazione del “bias del senno del poi” può essere ricercata nella volontà di dare un senso a ciò che ci capita e quando possibile, rintracciare il responsabile.

Sapere cosa sta succedendo e perché, ci dà un’illusione transitoria di conforto e la mente ci inganna con “lo avevo previsto” offrendoci un certo livello di potere sulla realtà.
Non ci sarebbe nulla di sbagliato se, questo ragionamento, non inducesse, a causa della sua natura ricostruttiva, ad adattare i ricordi alla coerenza del nostro sé. Infatti, quando analizziamo gli eventi passati, stiamo facendo una vera e propria ricostruzione di un ricordo coerente con quello che pensiamo di essere.

Tuttavia se questo meccanismo diventa troppo rigido c’è il rischio che l’individuo non impari mai dai propri errori e non sappia gestire un fallimento quando, inevitabilmente, si presenterà.
Se un medico si convince che la sua diagnosi sia evidente fin da subito, come può apprendere a considerare le alternative?
A livello psicologico si può intervenire aiutando la persona a pensare a modi più alternativi ed efficaci rispetto a come potrebbero andare le cose e trovare pensieri più positivi e meno catastrofici in merito all’epilogo della situazione in questione.

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