Marina Vittone poi Fabrizio Bertot. Nel corso della campagna elettorale per le amministrative di Rivarolo Canavese sono stati indicati come i due grandi favoriti. E, alla fine, hanno entrambi perso. Per settimane si è parlato della loro possibile performance vittoriosa, dando per scontata la sconfitta del sindaco uscente Alberto Rostagno. Tra le motivazioni del «malcontento» una giunta immobile per quattro anni e mezzo, opere pubbliche partite solo nell'ultimo mese, nessuna idea di sviluppo per la città. C'era «aria di cambiamento». Il risultato delle urne ha ribaltato gli exit-poll popolari, spesso conditi dalla cattiveria che ha viaggiato inutilmente sui social e che, alla fine, ha persino dato una mano a Rostagno. Ma cosa è successo negli ultimi giorni della campagna elettorale?

L'analisi del voto, specie quello amministrativo, non è una scienza esatta. Quindi vale la pena prendere in considerazione alcuni elementi che potrebbero aver generato un effetto pro-Rostagno proprio negli ultimi giorni di maggio. Innanzitutto la Lega. Fortissima alle europee e alle regionali (dove il voto è meno tarato sui volti conosciuti dagli elettori) ma non così inarrestabile alle comunali. Tuttavia i 900 voti raccolti dal Carroccio sono stati effettivamente sottratti al centrodestra. Come dire: una lista unica, probabilmente (!) avrebbe vinto. Non correre insieme, a conti fatti, è stato un errore che ha favorito indirettamente Rostagno, indebolendo Bertot.

Un altro elemento è il cosiddetto «voto utile». Quando Marina Vittone ha annunciato la sua discesa in campo non c'erano avversari. E Rostagno era quasi certo di non tentare la via della riconferma. Una grossa fetta di elettorato distante dal centrodestra di Riparolium, insomma, avrebbe potuto votare per lei. Il ritorno in pista di Rostagno ha ovviamente sparigliato le carte, rendendo in salita la strada di Rivarolo Sostenibile. E negli ultimi giorni, con lo «spettro» di una possibile vittoria di Bertot, molti elettori di sinistra hanno preferito il «voto utile», scegliendo di votare Rostagno e, di fatto, indebolendo Marina Vittone. Rivarolo Sostenibile ha raddoppiato i consensi rispetto a cinque anni fa ma non è bastato.

Di suo, Rostagno è riuscito nella non facile impresa di mettere insieme una squadra «da preferenze». La lista ha portato a casa 1952 preferenze complessive contro le 1440 di Bertot, le 1259 della Vittone e le 455 di Bonome. Schierare consiglieri in grado di far scrivere il proprio nome sulla scheda è ovviamente un valore aggiunto che Rostagno aveva ben sfruttato anche cinque anni fa.

Al netto delle considerazioni statistiche, però, c'è anche il dato politico. Se è vero che una serie di fattori hanno detto bene a Rostagno, va anche sottolineato che la lista ha vinto in dieci seggi su dodici (pareggiando in una sezione e perdendo il confronto con Bertot solo al seggio 3 per una quarantina di voti) chiudendo con oltre 500 preferenze in più rispetto al primo sfidante. Non è stata votata dalla maggioranza dei rivarolesi, è vero, e ha perso 500 voti rispetto al 2014 ma, al termine dei primi cinque anni di amministrazione, ha comunque ottenuto un consenso omogeneo in tutta la città. Il giudizio sul primo mandato Rostagno, quindi, secondo i risultati delle urne, è «bene ma non benissimo». Ora ci sono altri cinque anni di amministrazione per fare meglio.

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