Abbiamo scritto numerose volte di casi di malasanità che, purtroppo, hanno coinvolto gli ospedali del Canavese. Con medici indagati, morti sospette, processi. Per fortuna, ci sono anche pazienti che, a Cuorgnè come altrove, trovano nella sanità pubblica quel giusto mix di cure e attenzioni che troppo spesso viene sottovalutato. Ci ha scritto un lettore (e paziente dell'ospedale di Cuorgnè) per mettere in luce la sua personale esperienza. Ed è un punto a favore di un ospedale, quello cuorgnatese appunto, troppo spesso all'ordine del giorno solo quando la Regione (o l'Asl) decide di tagliare servizi. 

Alla spett Redazione

Il mio nome è Paolo Zulian e dal 25 agosto al 03 settembre c.a. sono stato ricoverato presso il Reparto di Medicina dell’ Ospedale di Cuorgnè. Sui mass media si sente molto spesso parlare di “malasanità”, mentre quando le cose funzionano non vengono mai evidenziate: io voglio parlarvi proprio di questo. 
Nei 9 giorni di ricovero ho ricevuto un trattamento che definire “a 5 stelle” è riduttivo; a cominciare dall’Equipe Medica in toto, che si è dimostrata preparata, attenta, solerte e sempre presente, faccio un esempio: nel caso di una frattura post traumatica delle vertebre cervico-dorsali, nell’arco di 2 ore avevo già eseguito Radiografie e TAC ed era stata richiesta la consulenza ortopedica.
Identico discorso lo voglio fare anche per tutto il Personale Infermieristico, a qualsiasi livello, dalle OSS alle Infermiere Professionali sino alla Caposala, le quali, oltre alla preparazione professionale decisamente di alto livello, si sono dimostrate molto  gentili, disponibili, attente e sempre presenti, sia nei turni diurni che notturni.
Queste mie considerazioni trovano ulteriore avvallo dal fatto che, circa 3 anni or sono sono stato ricoverato presso una nota Clinica Privata di Torino, con un costo giornaliero che sfiorava i 1.000 euro ma dove ho ricevuto un trattamento di qualità decisamente inferiore.
Pertanto con questa mia voglio ringraziare tutto il Personale del Reparto di Medicina dell’ Ospedale di Cuorgnè.
 
Paolo Zulian
 

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