Non so quanti tifosi e club hanno cercato di tingergli di granata perfino la Vespa. Qualche mese fa di Andy Leeano da Wirosaban, isola di Giava, hanno parlato siti specializzati dello scooter più famoso al mondo ma anche quotidiani e tabloid più popolari: ha attraversato il pianeta a bordo della sua due ruote Piaggio del 1961, cilindrata 150, seimila chilometri dall’Indonesia a quella che lui ha sempre considerato la “terra promessa”.
 
La terra di Corradino D’Ascanio: l’Italia, Pisa, o ancora meglio Pontedera, il paese della fabbrica che ha fatto sognare una nazione intera. In pochi mesi ha completato un’impresa titanica, Andy, l’unico vero custode della leggenda Vespa in una provincia remota come quella di Yogyakarta. E in mezza Italia è stato festeggiato in ambasciate e per le vie delle città con cortei e banchetti.
 
Ne parlo volentieri perché è una storia che mi ha affascinato, perché amo la Vespa (ne ho una uguale alla sua, anche se per adesso è stata meno“eroica”) e il coraggio di Andy ha fatto impazzire noi patiti. Ne parlo sul blog del Toro perché un sacco di amici hanno cercato di appiccicare un credo sportivo a quella carrozzeria d’antan, ma nonostante una corte serrata lui non è sembrato molto interessato (e, va detto, neanche all’Inter, ma eravamo prima di Tohir).
 
Ne parlo adesso perché pochi giorni fa ho scoperto sulla sua pagina Facebook  che si è appena sposato con la sua Adel. Dalle sue parti il nostro “auguri e figli maschi” si dice così: SLAMAT!
 

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