AGLIE' - Collezioni straordinarie si celano nei depositi dei nostri musei: oggetti di raffinata bellezza, pregiati elementi decorativi, dipinti di notevole fattura, fotografie d’epoca e ricordi di viaggio restano lontani dagli occhi del pubblico, non solo per i limiti dettati dagli spazi espositivi, ma anche per questioni di pertinenza con gli allestimenti oggi in situ, esito di trasformazioni attuate nel tempo in linea con i dettami del gusto coevo. A questa parte del patrimonio, che nella cornice di sfarzo e magnificenza delle residenze sabaude costituisce un vero e proprio tesoro nel tesoro, è dedicato un programma di conservazione e valorizzazione, definito dalla Direzione regionale Musei Piemonte nell’ambito del progetto Sleeping Beauty, promosso e finanziato dalla Direzione Generale Musei del MiBACT. 

Dopo una prima edizione che ha riguardato fotografie storiche del Castello di Agliè e del Castello di Racconigi, nell’anno 2020 l’assegnazione, da parte della Direzione Generale Musei, dell’importo complessivo di 40.000 euro ha permesso di elaborare un articolato piano di interventi che coinvolge opere custodite nei depositi di Palazzo Carignano, Villa della Regina, Castello di Agliè e Castello di Racconigi. Tra porzioni di apparati decorativi, una tela di grande formato, armi e manufatti etnografici, si tratta di oltre 180 pezzi, a cui si aggiungono album di fotografie che riuniscono quasi 700 immagini. Le opere selezionate compongono infatti un corpus particolarmente interessante e significativo, eterogeneo per materiali, tecniche esecutive, datazione e ambito di provenienza geografica, senza dubbio rappresentativo della realtà multiforme che caratterizza il patrimonio gestito dalla Direzione regionale Musei. 

Al Castello di Agliè l’attenzione è stata focalizzata sui papiers peints, splendide tappezzerie in carta risalenti agli anni in cui soggiornarono nella residenza Carlo Felice (1824-1831) e la consorte Maria Cristina di Borbone-Napoli (1824-1849). Oltre agli esempi che si possono ancora ammirare in diversi ambienti, nei depositi si conservano numerosi rotoli di pannelli e bordure della stessa epoca, accanto ad alcuni di datazione più tarda, per un totale complessivo di 1.860 metri lineari di materiale che offre ben 177 moduli decorativi differenti. Nell’ambito dell’iniziativa è stato possibile svolgere la manutenzione conservativa, con operazioni di pulitura e consolidamento, e il condizionamento delle carte dipinte, nonché prevederne migliori condizioni di conservazione e realizzare una schedatura tecnica. 

«Questo progetto che mi trovo a ereditare dalle gestioni precedenti – spiega la direttrice Elena De Filippis – non solo segna una continuità significativa con ambiti e interessi che hanno caratterizzato il mio percorso professionale, ma incontra anche propositi maturati nell’assumere questo incarico. L’importanza delle operazioni conservative e la programmazione degli interventi si coniugano infatti con l’opportunità di ampliare l’offerta culturale, introducendo nei circuiti della fruizione le opere così liberate dal limbo del patrimonio nascosto. Un’occasione preziosa per mostrare la punta di un iceberg, quella dell’universo vasto e articolato delle collezioni in deposito, e portare all’attenzione del pubblico la straordinaria ricchezza che popola i musei oltre gli spazi riservati alla visita». Gli interventi conservativi e le iniziative previste aprono, dunque, un percorso di conoscenza che, ancora una volta, persegue l’obiettivo, su cui si lavora da tempo, di condurre i visitatori sin nel cuore del patrimonio.  

Galleria fotografica

Articoli correlati