BARBANIA - Nel sostenere che la Musica libera le emozioni anche negative dei momenti più difficili si può essere accusati di ordinaria retorica. La storia, tuttavia, ci dimostra che lo spirito artistico aiuta a sopportare le grandi crisi. Ne erano un esempio le orchestre dei campi di concentramento: a Treblinka si cantava il “Flauto magico” di Mozart o la “Serva Padrona” di Pergolesi spacciando per futili momenti di ritrovo i grandi e potenti messaggi di condivisione di intenti al fine di sottolineare la forza di un popolo al grido sottile di libertà sagacemente e prudentemente nascosto fra le melodie di racconti musicali d’altri tempi.

Il merito di questa arte di infondere il coraggio attraverso suoni ed immagini va sicuramente dato agli adulti che, in qualità di educatori attenti, guidano i più giovani nel difficile cammino della crescita. D’altra parte, però, sono i più giovani che con il loro ottimismo e il loro fatalismo infondono la speranza per la ricerca di un futuro migliore. Ecco perché l’Associazione Liceo Musicale di Rivarolo è veramente orgogliosa di vedere i suoi piccoli e giovani talenti crescere con la voglia di non mollare mai nemmeno ora che si ritrovano ad essere nuovamente tarpati nei loro sogni.

Ne è un esempio Massimiliano Ala: cantante diciottenne di Barbania che l’associazione ha conosciuto quando bimbo di 7 anni volle provare a suonare la chitarra classica e da allora ha continuato le sue esperienze musicali consigliato dai diversi insegnanti della scuola sempre con l’attenta guida della sua  mamma e del suo fratello maggiore approdando poi al canto attraverso il quale ora esprime tutte le sue più profonde emozioni cimentandosi con il brano inedito di cui ha composto testo e musica dal titolo “Non ci sto più” del quale lo stesso Massimiliano afferma: «Non ci sto più è stata scritta verso la fine di aprile, perché sentivo il bisogno di trasmettere ciò che parlando non sarei riuscito a trasmettere, e perché scrivere dei pezzi miei è sempre stato il mio sogno. Per scriverla mi sono ispirato a situazioni personali che mi hanno segnato e fatto crescere. Ma il mio obbiettivo non è mai stato quello di trasmettere quello che io provassi o pensassi ma, far sì che l’ascoltatore possa immedesimarsi, e lasciarsi trasportare dal brano per raccontare ciò che prova oppure che ha provato, perché per me la musica deve essere uno strumento per analizzare ed elaborare le situazioni, positive o negative, che ci si presentano».

Con questa riflessione l’Associazione Liceo Musicale augura a tutti i giovani di non mollare mai ma anzi di usare questo momento buio per credere ancora di più nei loro sogni e realizzare i loro desideri.

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