BARONE CANAVESE - La storia di Matteo, 43enne canavesano affetto da sclerosi multipla, diventa un film. Un percorso di oltre 1.200 km – il tratto italiano della Via dell’Angelo che va dalla Sacra di San Michele, in valle di Susa, fino a Monte s. Angelo, sul Gargano – affrontato su una speciale «jolette» per sentieri non battuti. Un viaggio fisico che diventa però simbolo di resilienza spirituale e fonte di ispirazione per tantissime persone. Un'avventura straordinaria quella che ha visto protagonista Matteo Gamerro, residente a Barone Canavese, con una forza d’animo incredibile che ha saputo trasformare la sua malattia debilitante, la sclerosi multipla,  in energia positiva per urlare al mondo che niente può limitare un sogno. Il regista romano Thomas Torelli ha deciso di seguire il 43enne nel primo tratto di quel lungo percorso, quello che lo ha portato dal Piemonte fino a Roma. Il viaggio di Matteo, realizzato con successo nell'estate del 2021, ora è diventato un documentario per il cinema, intitolato «Si può fare». «Quella di Matteo è una storia di speranza, coraggio e determinazione, che ci dimostra in maniera lampante come, grazie ad una grande forza spirituale, sia possibile superare qualsiasi barriera, fisica e mentale – racconta il regista -. Gamerro, con la sua impresa, è diventato un punto di riferimento, smuovendo le coscienze di tantissime persone e spingendole a mettersi in gioco e ad affrontare assieme a lui il difficile cammino. Un messaggio di consapevolezza e rinascita che è perfettamente in linea con la mission e la visione del mondo che è alla base di UAM.TV, e che per questo motivo ho voluto raccontare». 

La première di «Si può fare» si terrà venerdì 13 gennaio a partire dalle 20.30 al Cinema Teatro Don Bosco di Rivoli (Torino). Altre tre proiezioni sono in programma sabato 14 gennaio alle 20.30 al Centro Congressi (Sala B) di Saint Vincent (Aosta), domenica 15 gennaio alle 17 al Pluriuso del Centro Sportivo di Barone Canavese (Torino), e sabato 21 gennaio alle 20.45 al Teatro Centrale di San Bonifacio (Verona). Tutte le proiezione saranno seguite da un momento di dibattito alla presenza di Matteo Gamerro e Thomas Torelli.  «Si può fare» sarà inoltre distribuito attraverso il catalogo di UAM.TV.

Matteo, all’età di 19 anni, scopre di essere affetto da sclerosi multipla. La sua vita cambia poiché ogni giorno la spietata malattia gli toglie una parte di autonomia, di indipendenza fisica. Ma lui non perde l’entusiasmo per la vita e coltiva la sua voglia di affrontare nuove sfide insieme ai suoi cari. Così decide, grazie all’utilizzo di una Joelette e al sostegno degli amici, di intraprendere nuovi viaggi in giro per il mondo, viaggi che lo hanno portato tra il 2015 e il 2019 a percorrere più di 1300 km in 5 percorsi del Cammino di Santiago e della Via Francigena. Nell'estate del 2021 Matteo è riuscito a realizzare il suo grande sogno: quella di aprire la Via dell'Angelo anche a chi è portatore di disabilità, grazie all’impegno e al sostegno delle persone a lui più vicine e all’entusiasmo e la collaborazione di associazioni e sostenitori occasionali lungo il cammino. Fondamentale l’incontro con Sandro Vannucci, Presidente del Comitato Promotore del Cammino di San Michele, che ha sposato con entusiasmo la proposta di Matteo e lo ha supportato nella realizzazione del suo sogno. Partendo con gli amici più stretti, il messaggio di Matteo si è propagato come una eco di valle in valle, coinvolgendo sempre più persone, fino ad arrivare, in alcuni tratti, ad aggregare anche centinaia di uomini e donne che lo hanno seguito e sostenuto nel suo cammino. «Mi piacerebbe fosse una cosa un po’ di tutti, perché prima di lasciare questa vita, cosa che spero accada il più tardi possibile, vorrei lasciare un segno del mio passaggio, un’opera che testimoni quanto sia stupenda la vita. Non abbiamo il diritto di sprecarne nemmeno un secondo a lamentarci» ha dichiarato il protagonista del documentario.

«Pensiamo a questo film come uno strumento efficace che possa parlare al posto di Matteo, trasmettendo quei messaggi nei quali lui crede molto e che, fino a quando aveva in corpo anche un solo filo di voce, amava portare ai ragazzi nelle scuole per trasmettere quel raggio di luce che permettesse loro di guardare al futuro con ottimismo e stimolasse la voglia di essere migliori – conclude il regista - La realizzazione di questo docufilm è finalizzata principalmente quindi allo stimolo di discussione nelle scuole e nelle associazioni per trasmettere quei valori di determinazione, amicizia e collaborazione reciproca che stanno alla base dei viaggi e delle imprese di Matteo».

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