BOLLENGO - Le ruote di una bici sono come le lancette di un orologio: girano lentamente ma possono andare molto lontano. E, idealmente, molto lontana è andata sabato scorso, 4 settembre, Silvia Grua. L'atleta canavesana ha scalato il suo personalissimo Everest. Pedalata dopo pedalata la sportiva di Villareggia ha raggiunto un dislivello positivo di 8.848 metri, pari all’altezza della leggendaria montagna, percorrendo la stessa salita, la mitica «Broglina», in sella alla sua adorata bicicletta.

«Quelli che vanno in bicicletta sanno che nella vita niente è mai piatto» diceva Renè Fallet e non a caso la conquista dell’ «EverstingdiSilvia» ha riservato emozioni uniche e speciali a Silvia Grua. Sempre assistita dal compagno Francesco e dal grande amico Alessandro Seimandi che hanno pedalato insieme a lei dalla prima all' ultima salita, la 45enne ha toccato il cuore di tutti con la sua straordinaria impresa. «Sono ancora incredula per quello che è successo sabato, ma è tutto vero – racconta Silvia – E’ stato straordinario ed indimenticabile. Da quando sono partita, alle primissime luci dell’alba fino al tramonto ad ogni giro di boa ho incontrato delle persone che con una parola, un abbraccio, un saluto mi ringraziavano per aver percorso insieme un pezzo di strada di vita. Sembrava una tappa del giro d’Italia».

Missione sportiva compiuta per l’atleta di Villareggia: «Sono senza parole. Lo spirito di questa mia sfida è stato compreso e ne sono felice. Questa è la vera essenza dell’Everesting. Mi hanno dato delle emozioni indescrivibili con tutto il loro sostegno, appoggio e condivisione di questo magico viaggio per una grande scalata a una cima così importante. Io ho voluto gridare al mondo intero l'importanza di continuare a mordere questa strana, difficile, imprevedibile ma unica vita che abbiamo. Un ringraziamento speciale va al mio compagno Francesco, che mi ha supportata e sopportata in tutti questi mesi di preparazione all’Everesting. E’ stato incredibile. Grazie ad Alessandro Seimandi, un amico vero, che ha effettuato tutto il percorso insieme a me mettendosi alla prova, e un enorme ringraziamento a tutti coloro che hanno condiviso questa mia iniziativa».

Grua ha pedalato 18 ore e 11 minuti percorrendo 27 volte in bicicletta la salita tra Bollengo e Magnano, ma c’è ancora un traguardo fondamentale da raggiungere: sostenere la ricerca medico-scientifica e dare una speranza a migliaia di malati di tumore. Un nemico che la sportiva canavesana, a cui a 34 anni hanno diagnosticato un carcinoma mammario, conosce bene. «Serve, oggi più che mai, l’aiuto e la generosità di tutti – spiega Silvia Grua – L’EverestindiSilvia è legato ad una campagna solidale per sostenere la ricerca sui tumori femminili di Fondazione Umberto Veronesi. Ringrazio tutti coloro che hanno dato il loro piccolo grande contributo e chi lo farà in questi giorni. C’è tempo fino a sabato 11 settembre. Conto sul grande cuore solidale della gente per vincere anche questa sfida».

Per donare è possibile andare su: https://insieme.fondazioneveronesi.it/campaign/everesting-di-silvia/ oppure si può donare attraverso un bonifico con causale INSIEME EVERESTINDISILVIA, intestato a Fondazione Umberto Veronesi, IBAN IT52M056901600000012810X39, Codice BIC-Swift POSOIT22, Banca popolare di Sondrio – Sede Milano.

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