BOSCONERO - Un celebre proverbio dice che tutte le strade portano a Roma. C'è, tuttavia, chi ha scelto di arrivare nella capitale in modo artistico e originale. Si tratta di Riccardo Forneris. Performer e clown teatrale, il canavesano ha studiato teatro fisico dal 2011 a Parigi, Torino e Barcellona e dal 2018 ha fondato insieme ad altri artisti «dissennati», Pandorama Aps: un sodalizio che opera soprattutto nel nostro territorio con progetti sociali di teatro di comunità, spettacoli, laboratori ed eventi.
In questi giorni, però, Riccardo è impegnato in un «palcoscenico» speciale: la via Francigena, il celebre percorso che con i suoi 3.000 chilometri, da Canterbury a Roma, attraversa 5 stati, 16 regioni e oltre 600 comuni, passando dalle pianure alle colline, fino ai passi montuosi. «Gambe in spalla» e con indosso un simpatico cappellino con orecchie da cane, l'artista bosconerese ha dato il via alla sua avventura lo scorso mercoledì primo aprile, quando, non per scherzo, è partito a piedi da Aosta alla volta dell'urbe romana. «E' un viaggio di quasi mille chilometri - ci racconta Riccardo Forneris - L'idea di questo cammino è nata un anno fa. A novembre compirò 40 anni. E' un traguardo importante e una data che segna un cambiamento significativo nella vita di un uomo. Da qui la decisione di avvicinarmi a questo compleanno intraprendendo questo viaggio. Mi sono allenato e preparato un po', ma andrò al mio passo. Non ho fretta. L'obiettivo è arrivare a Roma e godermi al meglio ogni chilometro di questo favoloso percorso. Ho già incentrato in questa prima parte di cammino diversi pellegrini, molti stranieri, dalla Scozia, dagli Usa, ma anche italiani, tra i quali due ragazzi del Canavese: di Rivarolo e Foglizzo».
Anche lungo la via Francigena, Riccardo porterà un po' della sua arte: «Ho con me un'armonica che suonerò con note blues durante il viaggio. In fondo nell'essere un clown, come sono io, c'è molto dell'artista di strada. Proverò a vestire anche questi panni. Questo mi darà modo di far evolvere e crescere il personaggio del mio prossimo spettacolo, incentrato proprio sul blues e sul randagismo. Dettaglio, quest'ultimo, che spiega il perché del mio cappellino da cane». E' possibile seguire il viaggio di Riccardo Forneris attraverso le immagini e, soprattutto, le storie che pubblica regolarmente sulla sua pagina Instagram «Ricu.randagioclown»: «E' un cammino che mi sta facendo pensare molto a due persone che non ci sono più, ma che porto sempre con me nel cuore - conclude l'artista canavesano - La prima è mio padre e l'altra è mio zio. Proprio lui mi è venuto in mente il giorno prima di partire per la via Francigena. Era un uomo emotivo e un po' "perso". Ero molto legato a lui. Suonava l'armonica e mi raccontava che avrebbe voluto farlo, viaggiando per il mondo. Mi colpisce pensare che, in fondo, sto realizzando il suo sogno».









