BOSCONERO - Si dice che la malinconia di un clown nasca dall’impossibilità di portare la felicità assoluta nella vita degli uomini. Eppure il suo caratteristico naso rosso, i suoi giochi e i suoi scherzi, dettati dai travestimenti stravaganti e colorati, la sua capacita di dispensare sorrisi entrano nel cuore di tutti. Lo sa molto bene l’artista bosconerese, Riccardo Forneris. E’ uno degli under35 vincitori di CirkAround, importante bando di Circuito CLAPS che aprirà le porte al canavesano a future masterclass dedicate al clown e all'organizzazione dall'interno di festival internazionali e non, collaborando con professionisti del settore.

Un bel traguardo raggiunto. «Sono orgoglioso di aver centrato questo obiettivo con la mia associazione Pandorama che ha sede a Bosconero nel paese dove sono cresciuto e che amo» spiega Riccardo Forneris. «A caccia di sorrisi e a pesca di limoni» è il motto del giovane creatore, attore, clown e a volte scrittore. «Mi sono avvicinato alla clownerie e a questo mondo quasi per caso, anni fa – racconta il bosconerese – Ero a Torino e stavo vendendo libri di cucina per strada, quando Serena Casale, un’artista torinese e mia amica, ha visto lo spettacolino che facevo per attirare l’attenzione dei potenziali clienti e mi ha avvicinato. Mi ha invitato a conoscere e visitare la scuola di teatro fisico Philip Radice. Ne sono rimasto letteralmente affascinato. Da lì ho iniziato a fare il clown e ho capito che in fondo lo sono sempre stato».

Forneris si è rimesso in gioco con coraggio: «Artisticamente mi sono formato tra Francia e Italia, seguendo maestri internazionali, specializzandomi in giocoleria, teatro di figura, mimo e teatro di oggetti. A Parigi in particolare ho frequentato nel 2011 la scuola di Jacques Lecoq che collaborò anche con Dario Fò. Mi appassiona tutto del clown, dal lato teatrale a quello circense. Mi piace l’idea di portare questo linguaggio in mezzo alle persone, coinvolgendo tutti: grandi, anziani e piccini. Per me, lo dico sempre, la clownerie è diventata un’ossessione positiva».

Gli obiettivi futuri da centrare per l’artista bosconerese sono diversi, ma c’è un doppio ringraziamento speciale per quelli già raggiunti: «I grazie che devo dire sono tanti. Ma i primi due ringraziamenti vanno sicuramente ai miei genitori, mi hanno sempre supportato. Mio papà in particolare con la sua autoironia mi ha insegnato tanto, a cominciare dal fatto che le azioni contano più delle parole. L’ho vissuto personalmente con l’”Alfred Clown Festival” del 2018 e del 2019 che mi hanno fatto conoscere e apprezzare concretamente e definitivamente».  

Riccardo ha viaggiato molto in Europa, ma il legame con il Canavese è rimasto fortissimo: «Ho vissuto e lavorato a Barcellona per tre anni anche, ma ho deciso di tornare qui, dove sono nato e sono contento di essere a Bosconero. Collaboro con la Casa di Riposo del paese, sono ne direttivo del teatro e a breve partirà un mio laboratorio clown per adulti. C’è un humus artistico particolare e ricco di potenzialità in questo territorio”. Inseguire i propri sogni, restando con i piedi ben piantati a terra. Ecco il consiglio di Forneris ai giovani: “Non bisogna aver fretta nella vita. L’importante è avere la forza di rialzarsi dopo ogni caduta. Anche dai momenti negativi possono scaturire dei veri e propri “in” nella vita. Ai ragazzi dico di inseguire i propri sogni con determinazione, a testa alta ma coi piedi ben ancorati a terra proprio come i clown che con le loro pesanti scarpe di dimensioni extra large sono dei “sognatori ben svegli”».

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