MONTALTO DORA - «Dribbling nel salotto di casa, palleggi in corridoio, tiri in porta in cucina e, per chi ha la fortuna di averlo, corsette e ginnastica in giardino». Così inizia il racconto delle attività dell’associazione InSuperAbili ai tempi del Coronavirus. E proprio i ragazzi diversamente abili dell’associazione, come tutti gli altri atleti in pausa a causa del Coronavirus, hanno dovuto subire un inevitabile stop alle loro attività. A Montalto, il centro sportivo dove si allenano due volte la settimana è off limits. I tornei sospesi, tutte le attività bloccate a data da destinarsi. Chiaramente per questi ragazzi la sofferenza è doppia perché per tutti quanti il calcio e lo sport sono soprattutto una terapia. Fatta di divertimento, aggregazione, superamento delle barriere. Tuttavia le limitazioni imposte dal covid-19 hanno spinto le famiglie degli Insuperabili a fare ancora più rete per superare gli ostacoli. 

Lo hanno imparato da quando in famiglia è arrivato un bimbo speciale. Con problemi fisici o psichici. O entrambi. Chi lievi chi purtroppo molto importanti. E loro, come tutti, devono restare assolutamente in casa. Da qui l’idea di allenatori ed educatrici: a tutti gli atleti sono stati inviati dei video, anche personalizzati (gli iscritti sfiorano quota settanta) dove vengono riproposti gli allenamenti da seguire. E per non farli sentire soli ai giovani atleti sono arrivati due video preparati da calciatrici professioniste che, come tutti, sono costrette a rimanere chiuse in casa: sono Simona Soldini del Torino femminile e Chiara Marchitelli dell’Inter.  

Esercizi da fare casa, appunto. Magari in salotto o in giardino con mamma e papà. La grande famiglia canavesana degli InSuperAbili (che è una onlus nazionale avente come testimonial il capitano della Nazionale, Giorgio Chiellini e molti giocatori e calciatrici di Serie A e B) ha quindi creato una chat «alla quale hanno accesso - dicono i dirigenti - i genitori, istruttori e istruttrici (molti allenatori sono bravissime ragazze specializzate in discipline legate a scienze motorie, psicologie e attività collegate a strategia per affrontare gli handicap) dove si possono visionare le brevi sessioni di lavoro degli atleti fornendo tanti elogi e molti consigli». Tutti i giovani atleti (molti dei quali immunodepressi e quindi particolarmente a rischio a causa del coronavirus) sono stati chiamati a fare altre tre cose: dipingere su delle lenzuola un coloratissimo arcobaleno con la famiglia. Scriverci «Andrà tutto bene» e inviare le immagini sulla chat.

E poi preparare un dolce con tutta la famiglia e infine, in occasione della festa del papà, preparare un disegno in ricordo della partita giocata lo scorso anno quando i giovani atleti diversamente abili affrontarono i genitori in una epica sfida. «Una partita che non vediamo l'ora di rigiocare - dice all'unisono tutto lo staff degli InSuperAbili - perchè abbiamo una certezza: tutto andrà bene».

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