CANDIA CANAVESE - Studiare e proteggere gli uccelli migratori non è facile, perché si muovono da un continente all’altro. Nel Parco naturale del lago di Candia, gestito dalla Provincia di Torino a partire dal 1995 e dalla Città metropolitana dal 2015, la ricerca ornitologia viene portata avanti grazie all’inanellamento degli uccelli
migratori. Per far conoscere al pubblico le ricerche condotte a Candia dal Gruppo piemontese studi ornitologici la direzione Sistemi naturali ha commissionato all’associazione Vivere i Parchi un filmato che si può visionare nel canale YouTube della Città metropolitana di Torino.

Lo specchio d’acqua di Candia è circondato e protetto da un paesaggio ancora integro ed esente da eccessive interferenze delle attività umane. Si tratta di una delle più importanti zone umide del Piemonte e non solo. Ne è conferma l'inserimento fra i Siti di interesse comunitario, ai sensi della direttiva "Habitat" dell'Unione Europea. Quello del lago di Candia è stato il primo parco provinciale italiano, istituito nel 1995 su proposta dell’allora Provincia di Torino. I 335 ettari dell’area protetta comprendono, oltre al lago vero e proprio, la palude e la paludetta, che sono le zone più significative dal punto di vista naturalistico. Il lago è situato fra il paese omonimo e Mazzè, a una quota di 226 metri. Ha una superficie di 1,5 km quadrati e una profondità media di 4,7 metri. 

È alimentato da alcune sorgenti situate lungo la costa meridionale. Il deflusso è assicurato dal canale Traversaro, zona di particolare interesse per la vegetazione. Oltre 400 sono le specie floreali presenti, fra le quali alcune varietà idrofile non comuni come il Trifoglio fibrino, l'Utricularia, la Potentilla palustre e la rarissima Violetta d'acqua (Hottonia palustris). Dal punto di vista faunistico la ricchezza maggiore è sicuramente rappresentata dall'avifauna. Situato sulla rotta sud-occidentale dei migratori, il lago di Candia è un importante luogo di sosta per gli uccelli svernanti e di passo. Le specie censite sono duecento, tra le quali il tarabuso, il tarabusino, l'airone rosso e la moretta, che ha fatto del parco uno dei principali siti di nidificazione in Italia. 

L’inanellamento consente di approfondire il fenomeno delle migrazioni, per elaborare strategie e azioni di conservazione e individuare i siti di destinazione o di transito da preservare. Le sessioni di cattura, inanellamento e successiva liberazione degli uccelli hanno luogo periodicamente presso il centro visite del parco e sono condotte nella maniera meno impattante possibile sul benessere degli animali, che vengono spesso ricatturati a centinaia o migliaia di chilometri da Candia, fornendo ai ricercatori di molti altri paesi europei e africani preziose informazioni sulle rotte e sui luoghi che gli uccelli prediligono per svernare, riprodursi o semplicemente riposarsi e rifocillarsi durante le migrazioni.

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