CASTELLAMONTE - L'associazione «La Memoria Viva», il prossimo 5 maggio, renderà omaggio alla figura di Marcello Martini che è stato uno dei più giovani partigiani italiani regolarmente riconosciuto. A 14 anni è con Franco Cetrelli il più giovane tra i deportati politici italiani al campo di concentramento di Mauthausen. Ne sarà anche tra i pochi sopravvissuti. «La memoria non è scontata, se non lo si vuole; non è per sempre, a meno che non lo si voglia; è sempre stato e sarà sempre necessario difenderla, è sempre stato e sarà sempre necessario proteggerla».  

PROGRAMMA

Dalle ore 9,00 alle ore 13,00 presso l’Ufficio Postale di Castellamonte ci sarà un "Annullo Filatelico Speciale" realizzato da Poste Italiane per ricordare la figura di Marcello Martini. 

Alle ore 13,30 sarà piantata una giovane Quercia proveniente da Montemurlo (PO) nel giardino della Scuola Media Statale "G. Cresto" di Castellamonte in ricordo di Marcello Martini.

Dalle 15 sui social (Facebook e YouTube) e sul sito della nostra Associazione, trasmetteremo in prima visione il documentario: “Da Adolescente a Stück 76430”, che poi rimarrà a disposizione di tutti per la libera visione.

Dalle 16,30 (appena terminata la prima visione del documentario) saremo in diretta streaming (sempre sui social, Facebook e Youtube) e sul sito della nostra Associazione, con un incontro virtuale dal titolo: «76430, il dovere della testimonianza».

LA STORIA
Nato a Prato nel 1930, Marcello Martini si trova coinvolto giovanissimo con la sua famiglia nelle attività clandestine di resistenza al nazi-fascismo, in sostegno all'emittente clandestina Radio CORA. Il padre di Marcello, Mario Martini, da sempre repubblicano e antifascista, era comandante militare della zona di Prato alle dipendenze del CLN locale, con il nome di battaglia "Niccolai". Quando le attività della radio clandestina furono scoperte nel giugno 1944, anche l'intera famiglia Martini fu arrestata a Montemurlo (dove erano sfollati), con l'eccezione del padre che riuscì a fuggire. Mentre la mamma e la sorella furono detenute al carcere di Santa Verdiana a Firenze (dal quale furono fatte evadere dai partigiani circa due mesi dopo), Marcello fu subito trasferito al campo di transito di Fossoli, dove rimase dal 12 al 21 giugno 1944. Deportato al campo di concentramento di Mauthausen assieme ad altre 473 persone, vi giunse il 24 giugno 1944 ed immatricolato col numero 76.430. A 14 anni è con Franco Cetrelli il più giovane tra i deportati politici italiani. È uno dei tanti prigionieri usati come schiavi per l'industria bellica tedesca. Inviato dapprima al sottocampo di Wiener Neustadt, vi trascorre due mesi all'infermeria in seguito ad un grave incidente di lavoro.

Quindi nel dicembre 1944 viene trasferito al campo di Hinterbrühl, la fabbrica sotterranea dove si assemblavano i primi aerei a reazione tedeschi. Il primo aprile 1945 è inquadrato nella terribile marcia della morte (220-230 chilometri percorsi in sette giorni) che riporta i prigionieri al campo di concentramento di Mauthausen. Nonostante sia ridotto in condizioni di semi-incoscienza in conseguenza delle fatiche e della fame, Marcello riesce a sopravvivere fino all'arrivo delle truppe americane il 5 maggio. Rientrato nel luglio 1945 a Prato, può riunirsi agli altri componenti della famiglia, anch'essi scampati alla guerra, e riprendere gli studi interrotti, laureandosi in chimica. Ormai anziano ricorderà la sua esperienza in un libro di memorie, Un Adolescente in Lager. Ciò che gli occhi tuoi hanno visto (Firenze: Giuntina, 2009). È morto all'età di 89 anni il 14 agosto 2019, nella sua casa di Castellamonte dove risiedeva ormai da tempo.

IL DOCUMENTARIO
Il documentario, omaggio al dottor Marcello Martini Il 14 agosto del 2019 ci lasciava Marcello Martini, il più giovane tra i deportati politici italiani sopravvissuto al campo di Mauthausen, dove era stato registrato con il numero 76430, prima di essere assegnato ai lavori forzati nell’industria bellica tedesca nel sottocampo di Hinterbrühl. Pochi mesi prima della sua scomparsa, nel corso di una lunga intervista, ci aveva raccontato tutta la sua vita, dai giorni dell’arresto, quando aveva 14 anni, fino alla liberazione e poi alla decisione, sofferta, di diventare testimone fra i giovani di quell’infamia, una testimonianza che lo ha appassionato fino alla fine. In occasione del 76° anniversario della liberazione del Campo di Concentramento KZ Mauthausen abbiamo deciso di rendere fruibile per sempre quella sua testimonianza in forma integrale con la realizzazione di un documentario, “Da Adolescente a Stück 76430”, nel quale il suo racconto è arricchito dai commenti della sua famiglia, della moglie, Mariella Meucci, e della figlia Alessandra, con la partecipazione straordinaria dall’attrice Margherita Fumero che nel docufilm “70072: la bambina che non sapeva odiare” ha interpretato Lidia Maksymowicz e che collegherà così idealmente Auschwitz- Birkenau a Mauthausen, il 70072 di Lidia Maksymowicz con il 76430 di Marcello Martini, nel cui campo di concentramento, quando Auschwitz-Birkenau veniva liberata, continuavano a fumare i camini, come lui sempre ricordava, e con il ricordo di Ellade Peller, amministratrice, che con Marcello Martini aveva portato i giovani a Mauthausen, giovani che di lui hanno conservato un ricordo indelebile e che porteranno questo ricordo nel documentario con una serie di testimonianze appassionate e commoventi.

Il racconto di una vita quindi, non solo della prigionia, di una esistenza segnata da quella esperienza, come già abbiamo fatto per la storia di Lidia Maksymowicz, con l’obiettivo di rendere indelebile la sua vicenda umana e soprattutto le sue tante riflessioni, sui giovani in particolare, e sul futuro, che era solito fare, perché Marcello Martini ha sempre saputo guardare avanti facendo di quella sua terribile esperienza un incredibile bagaglio di cultura sociale che trasmetteva ai giovani nei suoi incontri.

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