CASTELLAMONTE - Una quercia e una stele, nel giardino della scuola media Cresto di Castellamonte, ricordano Marcello Martini. E' il progetto dell'associazione onlus «La Memoria Viva» che il 5 maggio, in occasione del 76° anniversario della liberazione del Campo di Concentramento KZ Mauthausen, ha deciso di rendere omaggio a Marcello Martini, pratese di nascita e canavesano di adozione, il più giovane deportato politico sopravvissuto al campo di Mauthausen.

Marcello Martini è scomparso a 89 anni il 14 agosto del 2019 a Castellamonte. Nato a Prato il 6 febbraio del 1930 fu, a soli 14 anni, il più giovane tra i deportati politici italiani sopravvissuto al campo di Mauthausen, dove era stato registrato con il numero 76430, prima di essere assegnato ai lavori forzati nell’industria bellica tedesca nel sottocampo di Hinterbrühl. Ha affrontato la marcia della morte di ritorno a Mauthausen ed è stato per decenni testimone attivo dello sterminio. E' stato insignito fra l'altro delle cittadinanze onorarie di Montemurlo, Castellamonte ed Hinterbrühl.

I ragazzi della scuola di Castellamonte hanno messo a dimora, insieme ai famigliari di Martini, una quercia proveniente da Montemurlo e hanno scoperto la targa che lo ricorderà per sempre nell’area verde della media statale Cresto. Nel pomeriggio «La Memoria Viva» ha presentato in anteprima il docufilm «Da Adolescente a Stück 76430, omaggio a Marcello Martini», ora disponibile sul canale youtube. Il progetto è stato completamente realizzato con i soli fondi dell'Associazione ad esclusione della donazione della giovane quercia da parte dell'azienda Innocenti e Mangoni di Chiazzano (Pistoia) ed ha ottenuto i patrocini gratuiti di molti Enti importanti a partire da quello del Parlamento europeo e della Commissione Europea.

«Ovviamente grazie alla famiglia di Marcello Martini - spiegano dall'associazione - in particolare alla moglie Mariella e alla figlia Alessandra per tutto il supporto che ci hanno fornito in questi mesi. E grazie anche a tutti coloro che direttamente o indirettamente ci hanno aiutato con testimonianze e scritti  in questi mesi donandoci il loro tempo libero per lasciare alla future generazioni questo importante documentario».

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