Mercoledì 25 febbraio le lettere dell'insegna veranno rimosse. E venerdì 27 le serrande si alzeranno la mattina alle 7,30 e si abbasseranno alle 19,30. Definitivamente. Quell'insegna che dal 1930 campeggiava in via Garibaldi, a Cuorgnè è, o meglio sarebbe dire, era quella delle Pelletterie Giubellini, una attività commerciale aperta nel febbraio del 1930. Cuorgnè perde un’altra storica attività commerciale. Nacque come un piccolo laboratorio di riparazioni per ombrelli sempre in un locale di via Garibaldi che poi ospitò un’altra storica attività chiusa da qualche anno, l’ottica Doano, accanto alla farmacia Bertotti.   
 
«In questo momento ho il dolore nel cuore ed una sola parola da pronunciare: grazie. Grazie a tutti i clienti che in questi giorni sono passati a trovarmi, anche solo per un saluto - dice Bruna Brero, storica titolare - fu mio suocero, Felice Giubellini, ad aprire quel angusto laboratorio artigianale. Arrivò da Massino Visconti, piccolo Comune che si affaccia sul Lago Maggiore, patria degli ombrellai, dove esiste tutt’ora un monumento dedicato a quell’antica professione e, a Gignese, addirittura un museo – racconta Bruna Brero - che ha trasformato con anni di sacrifici quel minuscolo laboratorio d’altri tempi in una raffinata attività commerciale - sono stati anni impegnativi, intensi ma anche molto belli e ricchi di soddisfazioni che ho condiviso con mio marito Battista, che per anni girò anche i mercati dell’Alto Canavese, il quale scomparve qualche anno fa, con mia nuora, Sara e con la nostra storica commessa, che è per me un membro della famiglia, Silvana Aliment».   
 
Ma pensare al passato scatena nostalgia e sofferenza in chi, come Bruna Brero, in quell'attività ci ha messo cuore, passione e tanti, tantissimi sacrifici. «Rifarei comunque tutto. Non cambierei nulla del passato. Ma è il futuro non che non aveva più nulla da offrire.  Quelli che ricordo erano altri tempi, Cuorgnè era la capitale commerciale del Canavese – ricorda Bruna Brero – oggi tutto è cambiato. I miei figli hanno scelto e intrapreso strade e professioni diverse. Poi, prima i centri commerciali e gli outlet, ora internet e le vendite online hanno radicalmente cambiato le abitudini d’acquisto di due intere generazioni. Con la chiusura di questo negozio muore una parte di me. Quella più importante, dopo la famiglia. Ma è una scelta, purtroppo, obbligata».
 
Non vi sono sentimenti di rammarico, delusione e critica nelle parole di Bruna Giubellini, anzi vi sono gratitudine e speranza: «Sono passati a trovarmi centinaia di clienti e su facebook altrettanti hanno voluto dedicarmi un complimento per quanto fatto e un augurio per il futuro. Resterò nella mia Cuorgnè sperando di poterla vedere rifiorire. E conserverò nel cuore ogni parola e ogni messaggio che mi è stato dedicato. Ancora una volta, grazie. Grazie a tutti».

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