CUORGNE' - La serie di reportage televisivi che la Direzione Comunicazione e rapporti con i cittadini e il territorio della Città Metropolitana di Torino dedica ai «Restauri d'Arte» prosegue questa settimana con il filmato dedicato alteatro Tullio Pinelli di Cuorgnè, tornato recentemente all’antico splendore.

Costruito nel XVII secolo per ospitare un monastero benedettino, l’edificio che ospita il teatro dedicato alla memoria dello sceneggiatore Tullio Pinelli venne acquistato dall’amministrazione comunale cuorgnatese all’inizio del XIX secolo, allo scopo di trasferirvi il Municipio. Alla fine dell’Ottocento il Comune si trasferì in un’altra sede e l’ex monastero venne destinato ad ospitare il teatro cittadino e, a partire dai primi anni del XX secolo, anche le proiezioni cinematografiche. Nel 1983 il teatro dovette chiudere, poiché non rispondeva più alle norme di sicurezza. Come sottolinea l’ex sindaco di Cuorgnè, Giuseppe Pezzetto, «il teatro è stato restituito alla comunità, ristrutturandolo completamente, grazie ai contributi di molti enti e soggetti, tra i quali la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT. Il nostro teatro è una bomboniera, un ambiente unico nel territorio canavesano, il cui restauro è costata molta fatica, ma il risultato è eccezionale. Sono contento di aver terminato il mio mandato da Sindaco lasciando in eredità alla nuova amministrazione questo gioiello». 

L’architetto Katia Massoglia, funzionaria del Comune di Cuorgnè, ha diretto il cantiere di restauro e ci ha spiegato che «i lavori sono stati condotti a partire dal 2017, individuando due filoni prioritari di intervento: in primo luogo il recupero e il rifacimento delle coperture e una prima fase di recupero del plafond; in secondo luogo le sistemazioni edilizie e l’allestimento della macchina scenica, dei tendaggi e delle poltrone». 

Una notevole attenzione è stata ovviamente dedicata alla sicurezza. È stata costantemente interessata e coinvolta la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, con la quale sono state definite le linee di intervento sul fondale scenico della scuola di Carlo Pittara (animatore del Cenacolo di Rivara) e sulle parti decorative lignee. In materia di sicurezza il confronto con la Soprintendenza ha riguardato anche il rispetto delle normative anti incendio e di sicurezza relative ai luoghi di pubblico spettacolo, con l’introduzione ad esempio di parapetti nei soppalchi. Oggi il teatro può riaprire al pubblico per ospitare rappresentazioni teatrali e musicali e per conferenze, qualificandosi come struttura polifunzionale.

Galleria fotografica

Articoli correlati