Martedì 16 gennaio, alle 21.30, al Margherita di Cuorgné, con una serata evento ad ingresso gratuito, prenderà il via la seconda fase di “Due Città al Cinema”. Il collettivo Cromocinque con Alessandro Gaido, presidente di Piemonte Movie e il critico cinematografico cuorgnetese Fabio Pezzetti Tonion, presenteranno al pubblico della storica rassegna il documentario “Cinematografica Perona”. La pellicola è incentrata su un secolo di proiezioni a Cuorgnè dove continua ad essere protagonista la famiglia Perona, dimostrandosi così un punto di riferimento socioculturale per l’intera comunità.

Una vera e propria istituzione in quanto i Perona possono essere considerati, a giusto titolo, la tradizione del cinema in Canavese. Azzurra Fragale e Mauro Corneglio, che firmano la regia, gli rendono il giusto tributo con la loro opera. Nei 41 minuti gli autori delineano una riflessione sul rapporto tra cinema e comunità proprio attraverso la storia della famiglia Perona, che da quattro generazioni gestisce le proiezioni a Cuorgnè. Il documentario è girato nelle tre sale attive a Cuorgnè nel corso del ’900.

Nell’ottocentesco Teatro Comunale si schiudono i ricordi dei film muti degli anni Venti, con gli spettatori che incitano i cowboys durante gli inseguimenti. Al Cinema Perona, inaugurato nel 1949, approdarono i grandi film americani, la stagione neorealista e la magia dei cartoni animati. La magia del cinema oggi continua al Margherita, che mantiene gli ampi spazi degli anni Settanta. Seguendo Vilma, Gabriella, Chiara e Fernando Perona in un percorso di riscoperta di luoghi e memorie, il film prova a descrivere il rapporto tra cinema e comunità.

Una prospettiva che Azzurra Fragale e Mauro Corneglio ritengono utile a descrivere la vivacità culturale del territorio: «Rispetto ad altre zone in cui si sono imposti i multisala con una programmazione essenzialmente commerciale, a Ivrea, Cuorgnè, Valperga resistono sale che alternano le ultime uscite a rassegne d’essai particolarmente apprezzate. La partecipazione del pubblico è un segno positivo che conferma l’importanza della visione collettiva come esperienza condivisa». Santho Iorio

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