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CUORGNE' - Un'esplosione di colori e una forma suggestiva e dinamica che ruba l'occhio e colpisce l'attenzione dell'osservatore. Sono le vele di lamiera tipografica, dipinte a smalto sintetico e nate dall'estro e dalla fantasia di Roberto Cabrini, in arte Rokab. Nel poliedrico canavesano convivono due anime e una doppia spiritualità: quella professionale di esperto nel campo dell'informatica e, contemporaneamente, quella di artista innovatore impegnato nella costante ricerca di nuove forme di espressione con le sue originali creazioni.

«Le due anime sono complementari - commenta il professore e critico d'arte, Giancarlo Alù - La tecnica e i valori dell'informatica sono anch'essi (pur nella loro tecnologicità) creatività, così come il movimento artistico da lui fondato, appunto dell'"Arte lamierista", è un misto tra geometria ed Arte, cioè il razionale e lo spirituale, tra l'evoluzione cinetica del mezzo pittorico e la sua vera funzionalità estetica. Il maestro Rokab utilizza per le sue espressioni artistiche delle lamiere metalliche fini e leggere sulle quali da un lato dipinge elementi geometrici che si riflettono in un'esperienza post cubista e in un ricordo dell'Orfismo come inteso da Guillaume Apollinare ma anche da Picasso, Lèger, e da Duchamp».

«Dall'altro lato le sottili lamiere rimangono grezze, o meglio, così come escono dalla manifattura, con ancora attaccata carta, nastri adesivi e quant’altro viene usato per la sua formazione. Le lamiere sono tutte egualmente tagliate a triangolo scaleno, sia di destra che di sinistra. Queste lamiere hanno poi una attaccaglia al centro del lato corto che permette la loro esposizione appesa e quindi roteanti a seconda del vento o del movimento ad esse manualmente impresso. Dunque siamo di fronte ad una combinazione di messaggi artistici che creano a tutto tondo un'emotività psico-fisica che non è stata mai conosciuta nel campo dell'arte. E' una vera scultura-corpo sul quale forme cromatiche post-cubiste speculari sono le anime del corpo stesso. Anime fluttuanti, vibranti e talvolta evocatrici di firmamenti costellati di pianeti in costante e regolare movimento, che nel silente moto involutorio della lastra stessa, assumono connotazioni astratte, quasi concetti filosofici nella tensione di una risposta intellettuale concreta».

Le magnifiche vele di Rokab sono già state protagoniste di mostre in Canavese, a Rivarolo e a Castelnuovo Nigra, e in altre città italiane, come Roma, dove sono state esposte in occasione della Quadriennale d'arte contemporanea "Leonardo Da Vinci - Artisti nella storia".

«Da sempre la vela ha rappresentato per me un simbolo di libertà e forza in grado di stimolare la fantasia, quasi fosse priva di vincoli terreni, come una sorta di talismano spazio temporale - racconta il maestro, Roberto Cabrini - La prima vela nasce nel 1999 dalla suggestione del vento che riesce con un alito a generare tanta potenza da spingere cose e pensieri. Così il vento della mia fantasia gonfia le mie vele. Le vele nascono dal piacere a dal bisogno di dipingere liberamente e rappresentano il mio istinto e la mia creatività, la possibilità di esprimersi in un oggetto fatto di colori. La lamiera bombata, gonfia, non piana, rappresenta la forma all’interno della quale libero i colori. I colori spingono per essere liberati dalla prigionia di un contenitore, venendo a creare una tensione tra forma del colore e forma colorata. La vela, segnata da un’assialità, rappresenta il punto d’incontro tra due masse di colore che esistono in uno spazio molto più ampio, una sezione molto piccola di un oggetto molto grande».