La storia del cinema si è fatta anche nelle piccole sale di provincia. Dove i film, un tempo, arrivavano diverse settimane dopo le grandi città. Dove c'era quel fermento di un paese, l'Italia, che ritrovava se stessa dopo gli anni bui delle guerre. Ecco, a Cuorgnè, i cinema hanno superato due conflitti mondiali, le crisi economiche e le difficoltà di un'industria alle prese con le trasformazioni tecnologiche. Sono diventati, nel corso dei decenni, un punto fermo per la comunità, non solo quella di Cuorgnè ma dell'intero Canavese. A maggior ragione oggi che le sale cinematografiche, purtroppo, si contano sulle dita di una mano. E a Cuorgnè, quelle sale, sono rimaste legate alla famiglia Perona che ne ha gestito le sorti per oltre un secolo. Prima nel piccolo teatro comunale, poi al Perona e, adesso, al Margherita.

Cento anni abbondanti raccontanti nel film di Azzurra Fragale e Mauro Corneglio del Collettivo Cromocinque, «Cinematografica Perona» che, proprio il Margherita, ha avuto l'onore di proiettare per la prima volta in Canavese martedì sera. E il Canavese ha risposto "presente" all'iniziativa dei Perona che, di fatto, ha anche inaugurato la nuova stagione della rassegna «Due città al cinema». Margherita gremito, sala pronta a commuoversi e ad applaudire i protagonisti di questa stupenda avventura. Legata al cinema, ovviamente, ai film che hanno fatto la storia, ma anche allo sviluppo economico e sociale di un intero territorio.

Applausi meritati, perchè il docufilm si guarda volentieri, non eccede nel retorico, alterna con sapienza interviste ai protagonisti e immagini in grado di condurre lo spettatore indietro nel tempo. Una sorta di «elastico» riuscito che unisce  il presente degli occhialini 3D, al passato impolverato delle gigantesche pellicole da montare una bobina alla volta. Un lavoro ricco di aneddoti che non fa mistero delle difficoltà, soprattutto economiche, che devono dribblare giornalmente le sale di provincia. Un'impresa che ai Perona è riuscita per oltre un secolo.

Nel video (sotto) una sintesi della serata del Margherita.

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