CUORGNE’ - Insieme in bici per scoprire le bellezze del Canavese, promuovere uno stile di mobilità sostenibile e rendere le città più sicure e vivibili, oltre a contribuire alla salute di giovani e meno giovani. Ecco la mission di Fiab Canavese. A marzo di quest'anno un gruppo di amici appassionati di bicicletta ha deciso di fondare una associazione per far sentire alle istituzioni locali la voce di chi, come loro, vorrebbe poter usare la bici anche nei piccoli spostamenti quotidiani; per esempio per andare a scuola, al lavoro o a fare la spesa. Spostamenti che attualmente nelle nostre zone risultano particolarmente rischiosi per la mancanza di infrastrutture e per scarsa sensibilità degli automobilisti verso chi viaggia su di un mezzo minuscolo rispetto ai macchinoni che sfrecciano sulle nostre strade.

«Una situazione che qui tutti danno per naturale ma che invece "sa di terzo mondo" per chi come noi ama visitare altre realtà europee (per esempio Olanda e Germania) dove è normale che i bambini escano da casa da soli e si rechino a scuola in bici, che mamme con bambini al seguito vadano a fare la spesa con le cargo-bike (le bici con il cassone per trasportare materiali vari ... e anche bambini) e che gli automobilisti diano la precedenza alle biciclette – spiegano il presidente del sodalizio, Piero Fenoglio Gaddò, e la co-fondatrice del gruppo, Silvia Bertotti - Abbiamo da subito deciso di federarci ad una onlus di livello nazionale che da trent'anni porta avanti questa battaglia, la FIAB (Federazione Italiana Ambiente Bicicletta). Così da fare parte di una grande famiglia dove ci scambiamo informazioni ed idee».

Molti gli obiettivi nel mirino di Fiab Canavese, a cominciare da una «ciclabile» lungo l’Orco che colleghi Cuorgnè a Chivasso, e il progetto «Albergabici 2021», per far crescere pure nel nostro territorio le strutture ricettive idonee a chi viaggia in bicicletta o effettua escursioni con essa. «Le nostre attività sono molteplici, per quanto ancora in embrione per il fatto che la questione COVID ha reso difficili tutti i contatti personali – aggiungono da Fiab Canavese – Innanzitutto, ci interfacciamo con i Comuni per sensibilizzarli sui temi della mobilità sostenibile, e per cercare di fare in modo che facciano rete fra di loro in modo da portare a termine progetti di collegamenti intercomunali (che oltre a essere più utili hanno anche maggiore possibilità di accedere a contributi pubblici). Ci interfacciamo con le scuole per intraprendere attività che avvicinino i giovani all'uso della bicicletta nei movimenti giornalieri (cosa diversa da quello che fanno le associazioni sportive che invece allenano i ragazzi alle diverse specialità ai fini agonistici). Poi contribuiamo alla raccolta sul nostro territorio dei dati che poi confluiscono nelle statistiche nazionali (per esempio la situazione della ciclabilità nei vari nostri paesi, la situazione dei posteggi bici nelle nostre stazioni)».

Il sodalizio organizza, inoltre, gite in bici con lo scopo di aggregare, far conoscere e portare avanti una proposta di turismo sostenibile che avvicini al Canavese gente proveniente da altre zone. «Tramite l'appartenenza a FIAB i nostri soci possono accedere al calendario gite di tutte le associazioni italiane, dove troveranno centinaia di gite di varia lunghezza e difficoltà in posti belli e poco noti del nostro paese; oltre ad avere altre agevolazioni quali assicurazione, sconti Trenitalia e l'abbonamento alla rivista BC, che tratta dei temi della mobilità ciclistica – concludono Fenoglio Gaddò e Bertotti - Altre informazioni si trovano sul nostro sito e sui link che da lì rimandano ad altre pagine di approfondimento».

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