di Edoardo Abrate

FELETTO - Non ha la bacchetta coi super poteri di Harry Potter, ma è un mago della tecnologica capace di ridare vita ai vecchi telefonini per rendere le nostre case più smart e contemporaneamente inquinare di meno. Si chiama Mirko Bretto (in centro nella foto) ed è volato dal Canavese a Las Vegas, negli Stati Uniti d’America, per ricevere l’Innovation Award Honoree del Consumer Electronics Show 2022 nella categoria smart home. Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato ad «Adriano» un moderno ed efficiente dispositivo in grado di riutilizzare i vecchi cellulari e tablet, che teniamo da troppo tempo chiusi nei cassetti, sfruttandoli per gestire la nostra «casa connessa». Il tutto riducendo sensibilmente lo spreco di risorse elettroniche.

«Adriano» è stato creato dall’azienda piemontese «Domethics», fondata alcuni anni fa da tre brillanti creativi: il felettese, classe 1977, Mirko Bretto, oggi direttore operativo del sodalizio, e i torinesi, Samuele Rocca, e Maurizio Ferrero. «Come team lavoriamo insieme da circa 3 anni – spiega Mirko Bretto – Ma la start-up, in realtà, ha iniziato a muovere i suoi primi passi già prima. Nel 2021 siamo diventati PMI, con l’ingresso di un quarto socio investitore. C’è molto di “canavesano” nel prodotto che abbiamo creato. Siamo “olivettiani” convinti e anche il nome “Adriano” non è stato scelto a caso. E’ un omaggio a Olivetti, perché, seguendo i suoi insegnamenti, crediamo come lui che la tecnologia e la sua evoluzione debbano avere delle ricadute sociali positive. E’ una filosofia imprenditoriale che per noi è fondamentale. “Domethics” è, infatti, una crasi tra etica e domotica. La tecnologia corre veloce e prende molto dalle risorse della Terra. Di qui l’idea di restituire qualcosa a quest’ultima, in termini di risparmio energetico. Solo in Europa ci sono, si stima, 700milioni di dispositivi, smartphone e tablet considerati obsoleti, chiusi nei cassetti. Sono 6 milioni in tutto il mondo. Se riuscissimo ad allungare la vita all’1% di questi sarebbe un risparmio importante in termini di emissioni di CO2. Riportare in funzione tre smartphone ha lo stesso effetto sull’ambiente di piantare un albero».

Economia circolare, sostenibilità ambientale ma non solo: «Adriano» può comunicare con la quasi totalità dei dispositivi smart home sul mercato e potrebbe essere utilizzato anche come hub per fornire servizi di telemedicina. A questo va aggiunto che è prodotto in Italia. «L’ingegnerizzazione, il software, la parte di hardware e la produzione di “Adriano” sono tutte realizzate in Italia – aggiunge Mirko Bretto – Siamo molto orgogliosi del premio a Las Vegas. Vorremmo che fosse il primo mattoncino per costruire un piccolo grande ecosistema di aziende che producono tecnologia nel nostro Paese. L’Olivetti insegna. Nel nostro territorio c’è una storia importante che racconta di una innata voglia di innovare e creare tecnologia. Sarebbe stupendo, se il Canavese tornasse ad essere un polo tecnologico attrattivo per creativi e non solo. La nostra Regione, poi, con il Politecnico di Torino è una fucina di potenziali talenti in questo settore. Le idee ci sono, ma devono crescere, circolare e muoversi».

L’Innovation Award Honoree del Consumer Electronics Show 2022 è un punto di partenza e non di arrivo per Mirko Bretto, Samuele Rocca e Maurizio Ferrero: «Siamo ripartiti da zero circa 3 anni fa. Ci siamo rimessi in gioco. Oggi, siamo una realtà piccola, con 4 dipendenti e un’azienda partner, ma in crescita. Nel 2021 abbiamo assunto 2 dipendenti. Abbiamo un piccolo decalogo “olivettiano” che seguiamo nella nostra attività. Quando è possibile, per esempio, reinvestiamo nella qualità del posto di lavoro. Nei prossimi anni ci piacerebbe contribuire allo sviluppo di idee altrui. Crediamo che serva sempre avere una piccola scintilla imprenditoriale. Questo cerchiamo nei ragazzi che lavorano con noi. Lavorare è sempre contribuire ed è contribuire soprattutto in modo pro-attivo. A volte vuol dire anche “dissentire”. La costruzione di un buon prodotto avviene con lo scambio delle idee».

Un vincitore, diceva Nelson Mandela, è un sognatore che non si è mai arreso e lo sa bene Bretto, che prima del’esperienza in Domethics ha conseguito un Master in Comunicazione e Marketing ed è stato anche direttore di una web agency: «Credo fortemente nel lavoro di squadra e che con l’impegno si possano ottenere grandi risultati. Per lavoro ho viaggiato molto, sono stato anche in Cina. Non bisogna mai fermarsi e smettere di cercare la propria strada. Quando ho iniziato con i miei soci questo progetto arrivavo da un situazione di cassa integrazione. Non è stato semplice. Un grazie, quindi, lo voglio rivolgere soprattutto alla mia famiglia. Sono stati eccezionali, il loro supporto in ogni momento è stato davvero fondamentale».

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