Sentirsi comunità sul territorio significa aprirsi agli altri, condividere, fare un primo passo avanti. Così, ieri sera, per il quarto anno consecutivo, le comunità musulmane dell'alto Canavese, grazie all'impegno dell'associazione «Futura Generazione», hanno incontrato il territorio a Feletto, con una «cena all'aperto» in occasione del mese di sacro Ramadan.

«Noi crediamo nei valori dell’accoglienza, della spiritualità della pace e della solidarietà fra le persone, i popoli e la gente», spiegano dall'associazione che è riuscita a portare in piazza tanti musulmani che abitano (ormai da tanti anni) in Canavese e, soprattutto, tanti canavesani. Dal confronto onesto, quello che guarda al dialogo e alla reciproca comprensione, non può che nascere una stretta di mano per proseguire insieme il cammino: così centinaia di persone, da una parte e dall'altra, hanno condiviso il pasto in un clima di festa, reso ancor più allegro dalla presenza di tantissimi bambini. La Futura Generazione, appunto.

Del resto, l'Iftar, la rottura del digiuno, è un rito antico che coinvolge le famiglie, come ha spiegato Nabili El Habib, presidente dell'associazione. E ieri sera, in piazza, tutti si sono sentiti una grande famiglia. Lo ha confermato, nel suo intervento, anche il sindaco di Lusigliè, Angelo Marasca. Con lui i primi cittadini di Rivarolo e Oglianico (Alberto Rostagno e Leonardo Vacca) e, per il Comune di Feletto, il vicesindaco Fabio Forneris.

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