La trentaquattresima edizione di «GiovedìScienza» è il luogo dove pubblico e protagonisti della ricerca scientifica si incontreranno, per approfondire e dibattere sui grandi temi di attualità e le principali tappe del progresso scientifico. Dal passato che ci racconta l’emergenza climatica dei nostri giorni al calo demografico in atto nel nostro Paese, dalle neuroscienze alla cardiochirurgia, dalla chimica del cibo allo sconfinato mondo dei microrganismi sulle piante. Dalla storia della scuola veterinaria piemontese, la più antica in Italia, a una storia fatta di macchine, uomini e buone idee: l’informatica nata a Ivrea.
 
Giovedì 6 febbraio alle 17.45 al teatro Colosseo di via Madama Cristina a Torino, sarà protagonista l'Olivetti nell'incontro «L'Italia dell'Informatica» con Filippo Demonte, ingegnere elettrotecnico, progettista e sviluppatore dello standard europeo OCR-B di Olivetti; Gastone Garziera, sviluppatore in Olivetti della Programma 101, il primo personal computer della storia; Angelo Raffaele Meo, già Presidente dell’Accademia delle Scienze di Torino e vincitore del premio internazionale Ricerca e Innovazione. Un incontro unico, tra aneddoti e fatti storici, per raccontare le macchine, gli uomini e le idee italiane che hanno fatto la storia dell’informatica.
 
Prende spunto da un evento tanto importante quanto poco noto della storia di Torino e dell’informatica mondiale, la conferenza di GiovedìScienza in programma il 6 Febbraio al Teatro Colosseo di Torino. È infatti a Torino che si è svolto, nel 1840, il primo congresso mondiale di informatica. Il matematico inglese Charles Babbage presentò in quell’occasione la sua “macchina analitica”, il primo calcolatore programmabile. Fu un evento di portata mondiale, che pose le basi per la nascita dei calcolatori prima e dei computer poi. Partendo dagli studi presentati a Torino, cento anni dopo il computer diventava realtà e, su impulso di Enrico Fermi, nasceva a Pisa il primo calcolatore italiano, frutto della collaborazione tra ricerca pubblica e Olivetti. E la storia della città si intreccia ancora una volta con la storia dell’informatica. Nel 1964 la Olivetti realizza il primo personal computer al mondo, la Programma 101. Il Professor Angelo Raffaele Meo insieme a Gastone Garziera e Filippo Demonte ripercorrono la storia gloriosa ma poco nota dell’informatica italiana.
 
I relatori
 
Filippo Demonte
Laureato in Ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Torino, entra in Olivetti nel 1962: lavora a un progetto di riconoscimento automatico di caratteri numerici che porta allo sviluppo dello standard europeo OCR-B, tuttora in uso. Partecipa alla progettazione di oltre 50 prodotti Olivetti tra cui la ET 101, prima macchina per scrivere elettronica al mondo; è responsabile di divisioni e gruppi industriali prodotti ufficio e PC. In seguito dirige alcune aziende di telefonia. È consulente marketing e tecnologie, traduttore e ricercatore di storia della matematica.
 
Gastone Garziera
A 19 anni viene assunto alla Olivetti come perito elettronico. Entra subito a fare parte del gruppo di Pier Giorgio Perotto e lavora allo sviluppo della Programma 101, il primo personal computer della storia. Si occupa poi dei diretti successori, come la P203, e di altri progetti della divisione Ricerca e Sviluppo. A ottobre 2019 ha ricevuto la laurea honoris causa in Computer science dall’Unversità di Bari.
 
Angelo Raffaele Meo
Vincitore del primo concorso italiano a cattedra di informatica, dal 1979 al 1985 dirige il Progetto Finalizzato Informatica, uno dei più importanti progetti nazionali di ricerca del nostro Paese e dal 1991 al 1996 il Centro Supercalcolo Piemonte. Già Presidente dell’Accademia delle Scienze di Torino, è autore di oltre quattrocento pubblicazioni scientifiche. Ha vinto i premi “Lori” e “Bonavera” per l’Elettrotecnica, il premio internazionale “Ricerca e Innovazione” promosso da Italgas, e il premio “Galileo” per la divulgazione matematica.

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