IVREA - Una ferma critica all’inquinamento dell’aria e a un’economia che vorrebbe venderla, come fa con qualsiasi altra merce. È questo il paradosso che Fabrizio Zanotti , musicista e cantautore, ci racconta con il suo nuovo singolo Oxy bar. Il brano prende ispirazione dai neonati bar dell’ossigeno - gli oxygen bar di Nuova Delhi - in cui le persone possono entrare e consumare aria pura aromatizzata alle essenze. Un cocktail di ossigeno, ma non alla portata di tutti. «Sono rimasto impressionato perché invece di pensare a come inquinare meno, cerchiamo di vendere l’aria che respiriamo. Gli esseri umani, in special modo i bambini, meritano un altro esempio verso l’ambiente in cui viviamo». Inizia così la composizione di Oxy bar e poi la registrazione al Transeuropa Studio di Torino, dove l’intesa che lo lega al produttore Fabrizio Chiapello, si esprime in un brano radiofonico, ipnotico e che nasconde nelle pieghe del testo una denuncia mirata. 

«La preghiera nel fiume Yamuna pieno di schiuma è un’altra immagine che mi aveva colpito molto, in quei giorni. Il ritornello rievoca il rito di quella folla colorata che fluttua in una spuma tossica alle prime luci dell’alba». A completare l’opera, il videoclip, girato in Valchiusella, dove una serie di personaggi improbabili si ritrovano a consumare cocktails di ossigeno, in un oxygen bar in riva al fiume. Il lavoro, firmato dal giovane regista Mirko Avella, in collaborazione con il filmaker Andry Verga e la giornalista Vanessa Vidano, sarà al centro del crowdfunding che partirà a inizio 2021, per lanciare i successivi due capitoli dell’album Esho funi: Uranio e Aquarius; mentre il nuovo album uscirà il prossimo anno.

Il progetto Esho funi
Esho funi - scritto 依正不二 - è un concetto del buddismo giapponese che significa non dualità fra l’essere umano e il suo ambiente. È anche il titolo del nuovo album di Zanotti, in uscita il prossimo anno. Il progetto musicale sarà preceduto da tre capitoli: Oxy bar, Uranio e Aquarius.

Bio e opere
Nel 1996 pubblica “Country party” con il duo ¨Fabry & Banny¨, nel 1999 “Viaggiatori”, con la band Stazione Marconi. Nel 2003, con Foce Carmosina, realizza il filmconcerto “Sacco e Vanzetti, canzoni d’amore e libertà”, pubblicato dal quotidiano “L’Unità” approdando al Teatro Sistina, Rai Cinema, Rai Radio3, al Festival Nazionale de l’Unità di Genova. Nel 2005 scrive “Poco di buono”, dedicata alla Resistenza e cantata con Claudio Lolli. Nel 2007 esce “Il ragno nella stanza” (Storie di note) ed è invitato a Srebreniça (Bosnia), nel 2010 “Pensieri corti“ (Storie di note) collaborando con Libera contro le mafie. Nel 2011 vince il “Concorso Giuseppe Moretti”, ideato da Dacia Maraini, nel 2012 arriva il live “Sarò libero” (Primigenia/Gutenberg/Fabrika Musika) e nel 2014 “Dieci dita” (Fabrika Musika). Nel 2018 pubblica “Luna nuova” (Fabrika Musika) prodotto da Fabrizio Cit Chiapello, con la copertina disegnata da Ugo Nespolo. Nato a Ivrea nel 1969, Zanotti ha profonde radici pugliesi. Dal 1996 pratica il buddismo.

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