PONT CANAVESE - Non ha le spalle strette del «Nino» della celebre canzone di Francesco De Gregori, ma la maglia numero 7, il coraggio, l'altruismo, la fantasia e il pallone incollato al piede mentre corre più veloce del vento sono segni particolari che ben si sposano con il profilo da calciatore di Mattia Rolando. Da Cuorgnè, dove e nato, e da Pont Canavese, dove vive, fino ad indossare la storica casacca della Pro Vercelli. E prima ancora Alessandria, Acquanera, Lavagnese, Novese, Vallee D'Aoste Saint Christophe, Asti, Sporting Bellinzago, Varese, Caronnese, Gozzano, Arezzo. La figurina Panini di Rolando racconta la carriera di un ragazzo (classe 1992) che con talento, grinta e determinazione si è guadagnato il diritto di cittadinanza nel calcio che conta.

«La mia passione per il calcio è nata fin da piccolo – racconta Mattia Rolando – come tutti i bambini ho iniziato giocando nelle società vicino a casa. Col passare del tempo sono riuscito a trasformarlo in un vero e proprio mestiere, ripagando così i tanti sacrifici fatti dai miei genitori».

Quali sono stati i tuoi idoli da ragazzo? «Veri e propri idoli non ne ho mai avuti. Sono sempre stato appassionato di calcio. Seguivo tutte le partite, serie A, serie B. Ho dei ricordi di quando ero bambino con mio papà e mio zio che mi portavano spesso allo stadio Delle Alpi di Torino. Andavamo a vedere i granata o quando c’era la possibilità l’Inter, perché mio papà è interista. Mi piaceva veder giocare i vari Roberto Baggio, Vieri e Recoba. Nel Torino il mio calciatore preferito invece era Rosina, bandiera granata anche quando il club era nella serie cadetta. Ero appassionato di questo calciatore».

Il gol più bello finora realizzato? «Scegliere  un gol in particolare non è semplice. Non ho realizzato 1000 reti in carriera però qui a Vercelli ne ho due in particolare. Entrambi messi a segno nell’anno con mister Modesto. Il primo è la punizione a Grosseto. Il secondo un gol in casa “a giro” contro la Lucchese. Se devo guardare ancora più indietro nel tempo allora dico il gol all’esordio con l’Arezzo nel derby contro il Siena. Partita finita poi 3 pari. Quella rete è stata una grande emozione per me».

Corsa, tiro, dribbling e un certo feeling con il gol. Sono le qualità che ti hanno portato alla ribalta tra i professionisti. Ma qual è il segreto di Mattia Rolando calciatore? «Non ho un vero e proprio segreto – aggiunge il canavesano . La qualità più importante che ha caratterizzato la mia carriera finora credo sia stata la costanza. L’aver sempre creduto nei miei mezzi. Non aver mai mollato. Questa crescita costante mi ha portato dove sono ora. Non mi è stato mai regalato nulla. Devo molto al direttore Casella, che ha creduto in me quando ero nei dilettanti portandomi tra i professionisti. E il destino ha poi voluto che ci re-incontrassimo più volte».(Fotografie di Claudio Bellosta)

Come è il numero 7 della Pro fuori dal campo? Passioni? Hobby? «Fuori dal campo sono una persona molto semplice. Mi piace stare in famiglia. Con la mia fidanzata ci piace viaggiare e scoprire nuove città e posti nuovi. Ho un cagnolino a cui dedico molto tempo». 

Mattia e il Canavese. Che legame c’è con il nostro territorio? «Sono nato a Cuorgnè, la mia fidanzata anche. Abbiamo un’azienda familiare a Favria e quando posso vado ad aiutare volentieri i miei genitori in pasticceria, dando una mano nelle piccole cose che posso fare. Mi piace stare in cucina».Mattia e la Pro  Vercelli. Quella storica maglia bianca come seconda pelle.

Cos'è per te la Pro? «Ormai la Pro è davvero quasi una seconda pelle. E’ la squadra con cui ho fatto più presenze. Sono al terzo anno qui. Mi sento parte integrante della società. Mi sono trovato benissimo fin dal primo giorno.  E’ un club super organizzato, non a caso i giocatori si fermano sempre più stagioni. E’ una società con un  progetto serio e idee chiare».

Sogno nel cassetto? «Migliorare, sempre. Sono arrivato fino a qui e non mi accontento. Spero un giorno di fare la serie B, con questa maglia indosso. L’anno scorso ci siamo andati vicini. Mi impegnerò al massimo per realizzare questo sogno».

Mondo del calcio e Covid, cosa ne pensi di quanto sta accadendo in questo tribolato inizio di 2022? «Purtroppo il Covid in questo inizio di 2022 è tornato a colpirci duramente. Ci sono stati rinvii di partite. In serie A non si sono giocati alcuni match, la serie B e la serie C sono state rinviate. E’ un aspetto da tenere in conto. Dobbiamo imparare un po’ a conviverci. Spero se ne possa uscire il prima possibile».

Galleria fotografica

Articoli correlati