RIVAROLO - Questa Italia resterà nei libri di storia. Sono le parole di Roberto Mancini, Commissario Tecnico azzurro sul trionfo ad Euro2020. Un momento straordinario anche per il Canavese, che ha avuto tra i protagonisti del leggendario successo della Nazionale di calcio a Wembley un rivarolese doc come il preparatore atletico dell’Italia, Andrea Scanavino.

Laureato in Scienze motorie all’Università di Torino, il 48enne canavesano è arrivato al trionfo continentale dopo aver iniziato la carriera nello staff tecnico della Juventus. Dopo le esperienza nella Sampdoria e all'Inter, nel 2017 è stato chiamato proprio da Mancini a gestire il settore tecnico dello Zenit di San Pietroburgo, dove milita tuttora. L’incontro col «Mancio» è stato determinante: nel 2018 l’ex numero 10 di Lazio, Samp e Bologna  l’ha voluto al proprio fianco come preparatore atletico della squadra nazionale. Il primo passo di un cammino da sogno.

«Dietro la vittoria dell’Italia all’Europeo c’è un gruppo di persone che si è trovato bene insieme fin dall’inizio – racconta Andrea Scanavino – E’ una fantastica avventura iniziata tre anni fa. Abbiamo sempre ragionato partita dopo partita e le ultime sette ci hanno regalato questo titolo importantissimo. Il successo finale è stato la conseguenza di un team capace di cercare e andare oltre i propri limiti. Il calcio europeo si è livellato molto in questi ultimi anni. La vittoria non semplice nella gara inaugurale delle qualificazioni con la Finlandia o quella ai supplementari negli ottavi con l’Austria, che ha formazioni che ben figurano da anni nelle Coppe, ne sono la prova».

Lavorare insieme, secondo un vecchio adagio, significa vincere insieme. E così è stato per Donnarumma e compagni. «Vincere a questi altissimi livelli è difficile. Ci vuole anche un pizzico di fortuna e un po’ di spensieratezza. Alla fine sono sempre partite di calcio, si tratta di un gioco e va affrontato preparandosi bene ma anche con il cuor leggero, divertendosi» spiega Scanavino. I suoi metodi di allenamento hanno messo il turbo agli azzurri: «Ricordo ancora quando 3 anni fa, a settembre, ho iniziato la mia avventura nello staff della Nazionale. All’allenamento ho portato le casse e messo la musica durante la sessione. I giocatori erano un po’ spiazzati, ma era un metodo che avevo giù utilizzato con Mancini in Russia allo Zenit. La musica ha aiutato a cementare l’unione tra i calciatore creando il giusto spirito di squadra. E’ stato bello vedere che alla fine erano gli stessi giocatori ad organizzarsi con delle casse per la musica. Erano diventati autonomi. Il mio compito è proprio questo: organizzare gli allenamenti e tutto quello che avviene sul campo».

La soddisfazione per la vittoria al Campionato europeo è stata enorme per il 48enne preparatore atletico e per tutti i colleghi della Nazionale: «Vincere è sempre bello, ma farlo così in casa loro, nel loro stadio lo è stato ancora di più. Il silenzio di Wembley dopo la parata decisiva di Donnarumma è stato incredibile e indimenticabile. E’ una bella soddisfazione per Mancini. In questo momento è sicuramente un uomo realizzato. Ha creduto fin dall’inizio nel successo all’Europeo andando al di là di ogni più roseo pronostico. E’ una persona molto serena, che trasmette tranquillità. Sa che può contare su uno staff preparato e coinvolge molto il gruppo nel suo lavoro. Con lui è tutto molto naturale». La storia di Andrea Scanavino, quella di un sognatore che è diventato vincitore senza mai arrendersi, è un esempio per tanti giovani di oggi: «E’ importante affrontare le cose della vita con impegno, gioia e passione. Non bisogna aspettarsi tutto e subito, le soddisfazioni arrivano con il tempo. A volte bisogna fare solo dei giri più larghi. Io sono andato in Russia per vincere l’Europeo. Il messaggio importante è che si può lavorare e divertirsi facendo gruppo trascorrendo il tempo insieme. Quando è così, arrivano i risultati. Star bene insieme ha fatto la differenza in questo Europeo. La fortuna credo abbia premiato questo nostro approccio».

Il futuro per Scanavino si chiama Zenit: «Tornerò tra poco in Russia per l’inizio del campionato. Mi aspetta già una cena da pagare agli amici russi che mi hanno aiutato e supportato in questa mia cavalcata nello staff azzurro. Tra l’altro sono stati bravissimi, visto che lo Zenit pochi giorni fa ha iniziato la stagione alla grande vincendo la supercoppa di lega sul Lokomotiv».

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