RIVAROLO CANAVESE - Sarà la rivarolese Marta Camerlo a rappresentare il Sermig di Torino nel viaggio della Fiaccola Olimpica verso Milano, evento simbolico che sancisce l’inizio dei Giochi invernali in programma quest'anno in Italia. In occasione del passaggio della torcia, agli organizzatori è stato chiesto di individuare un tedoforo capace di incarnare i valori di pace, solidarietà e impegno che sono al centro dell’esperienza dell’Arsenale della Pace e che richiamano lo spirito più autentico dello sport olimpico. La scelta è ricaduta su una giovane volontaria la cui storia personale è già, di per sé, un messaggio potente.
Domenica 11 gennaio Marta porterà la Fiaccola a Torino in rappresentanza del Sermig, diventando simbolo di un’idea semplice ma profonda: la pace è possibile se nasce dal cuore di ciascuno e, come il viaggio della torcia, cresce grazie ai piccoli gesti di tante persone. Un messaggio che ben si intreccia con il suo percorso umano e con l’impegno quotidiano che da anni la vede protagonista nel volontariato. Nata il 21 aprile 2009 e residente a Rivarolo Canavese, Marta Camerlo è stata nominata alfiere della Repubblica nel 2024, su candidatura dei suoi professori delle scuole medie. Un riconoscimento arrivato per «la tenacia con cui ha affrontato la malattia che l’ha colpita da bambina e da cui è uscita rafforzata», e per l’attività di volontariato svolta a favore dei più bisognosi, «testimonianza di come la sofferenza possa trasformarsi in accoglienza e impegno verso la vita».
Al termine della prima media, infatti, a Marta era stata diagnosticata una grave patologia che ha reso necessario un intervento chirurgico e terapie particolarmente pesanti. Un periodo difficile, affrontato senza mai lasciarsi abbattere, con una forza che ha colpito insegnanti e educatori. Una volta guarita, ha scelto di trasformare quell’esperienza in qualcosa di positivo, mettendo la propria energia al servizio degli altri. Da allora la giovane canavesana è attiva come volontaria in oratorio e all’Arsenale della Pace di Torino, dove si occupa del doposcuola per i bambini del quartiere di Porta Palazzo, dello smistamento dei generi di prima necessità destinati alle persone in difficoltà, della pulizia degli spazi comuni e del lavoro nell’orto. Un impegno costante, svolto con discrezione, che oggi trova nella Fiaccola Olimpica un simbolo ideale: una luce che passa di mano in mano e che, proprio come il volontariato, illumina il cammino grazie alla responsabilità e alla generosità di ciascuno. (Beatrice Bonino)






